Esperienza positiva ma futuro incerto
Argenta, l’assessore Cillani tira le somme del suo mandato «Valuterò se continuare in questo mio impegno»
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ARGENTA . Era il 10 maggio 2014 quando, in piena campagna elettorale per le amministrative, la capolista di “#futurogreen” (che appoggiava Antonio Fiorentini) Giulia Cillani, dichiarò a la Nuova: «Siamo un progetto con un simbolo e ci siamo messi in campo perché non ci piace la sfiducia che ci viene messa addosso. Certo che vogliamo imparare e Argenta è il nostro punto di partenza». Detto e fatto: il sindaco le affibbia le deleghe di: fondi europei, cultura, associazionismo, volontariato, gemellaggio, politiche giovanili e recentemente, turismo. Quasi quattro anni sono già trascorsi e per la 28enne assessore, è tempo di bilanci soprattutto per lei che, appena laureatasi in scienze politiche con la magistrale in scienze internazionali e diplomatiche, ha trovato la sua prima e vera esperienza lavorativa e formativa a tempo pieno nella giunta comunale.
«Personalmente è stata un’esperienza positiva - spiega l’assessore Cillani -, se poi lo sarà stata anche per la cittadinanza lo vedremo quando andremo al voto. Preciso subito che ciò che abbiamo fatto in giunta è stato impostato sempre come squadra e quindi, sul fronte della cultura, c’è stata la riorganizzazione del polo della biblioteca e dei centri culturali e poi la rigenerazione della piazza Garibaldi. Un tema questo del quale noi giovani, ne abbiamo iniziato a parlare appena usciti dal liceo, quando dicevamo che era una piazza di transito e non di vita. Ora che i lavori inizieranno nel 2018 è motivo di soddisfazione». Riguardo all’esperienza, sul piano umano l’assessore ammette «i primi anni sono stati tosti. Nel settore cultura - aggiunge - non è stato facile e quindi capire come dosare il lavoro. L’elemento burocrazia è stato quello più difficile». Sul contatto con la cittadinanza e quindi i giovani, l’assessore Cillani racconta dei vari faccia faccia avuti «per raccogliere stimoli, far di sintesi e quindi mettere in piedi come progetto. C’è voluto - spiega - per capire i meccanismi di base ma ora, dopo quattro anni, mi sento più sicura. Merito e lo dico con estrema chiarezza, di una squadra nel settore cultura molto flessibile e unita. Qualcosa che non ha funzionato? Nel settore cultura avevamo candidato progetti seri per 500mila euro ma non ce li anno riconosciuti e quindi lo finanzieremo con risorse proprie ma per stralci. Fondi europei? Qui sono contenta, pur non avendo una struttura formalizzata, di soldi dall’Europa ne sono arrivati. La delega più ostica sicuramente è le politiche giovanili; all’inizio del mandato ci siamo concentrati sull’espressione artistica e il progetto sui murales speriamo si completi poi con l’aggregazione che ora conta tre centri che funzionano bene a Consandolo, Codifiume e Argenta. Non vanno dimenticati i pacchetti di formazione per gli studenti e d’internazionalizzazione e con l’estensione dei tirocini curriculari si può lavorare molto sullo stimolo e anche l’occupazione». Se qualcuno, fra un anno e mezzo, chiederà a Giulia Cillani, se vorrà continuare l’esperienza, lei risponde: «Valuterò».
Giorgio Carnaroli
«Personalmente è stata un’esperienza positiva - spiega l’assessore Cillani -, se poi lo sarà stata anche per la cittadinanza lo vedremo quando andremo al voto. Preciso subito che ciò che abbiamo fatto in giunta è stato impostato sempre come squadra e quindi, sul fronte della cultura, c’è stata la riorganizzazione del polo della biblioteca e dei centri culturali e poi la rigenerazione della piazza Garibaldi. Un tema questo del quale noi giovani, ne abbiamo iniziato a parlare appena usciti dal liceo, quando dicevamo che era una piazza di transito e non di vita. Ora che i lavori inizieranno nel 2018 è motivo di soddisfazione». Riguardo all’esperienza, sul piano umano l’assessore ammette «i primi anni sono stati tosti. Nel settore cultura - aggiunge - non è stato facile e quindi capire come dosare il lavoro. L’elemento burocrazia è stato quello più difficile». Sul contatto con la cittadinanza e quindi i giovani, l’assessore Cillani racconta dei vari faccia faccia avuti «per raccogliere stimoli, far di sintesi e quindi mettere in piedi come progetto. C’è voluto - spiega - per capire i meccanismi di base ma ora, dopo quattro anni, mi sento più sicura. Merito e lo dico con estrema chiarezza, di una squadra nel settore cultura molto flessibile e unita. Qualcosa che non ha funzionato? Nel settore cultura avevamo candidato progetti seri per 500mila euro ma non ce li anno riconosciuti e quindi lo finanzieremo con risorse proprie ma per stralci. Fondi europei? Qui sono contenta, pur non avendo una struttura formalizzata, di soldi dall’Europa ne sono arrivati. La delega più ostica sicuramente è le politiche giovanili; all’inizio del mandato ci siamo concentrati sull’espressione artistica e il progetto sui murales speriamo si completi poi con l’aggregazione che ora conta tre centri che funzionano bene a Consandolo, Codifiume e Argenta. Non vanno dimenticati i pacchetti di formazione per gli studenti e d’internazionalizzazione e con l’estensione dei tirocini curriculari si può lavorare molto sullo stimolo e anche l’occupazione». Se qualcuno, fra un anno e mezzo, chiederà a Giulia Cillani, se vorrà continuare l’esperienza, lei risponde: «Valuterò».
Giorgio Carnaroli
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