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In pericolo la facciata del millecento per la Cattedrale due anni di restauri

di Marcello Pulidori
In pericolo la facciata del millecento per la Cattedrale due anni di restauri

Due anni di restauri previsti e un bel po’ di soldi, quasi 8 milioni di euro, già stanziati dal Ministero dei beni e delle attività culturali guidato da Dario Franceschini, serviranno per curare le...

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Due anni di restauri previsti e un bel po’ di soldi, quasi 8 milioni di euro, già stanziati dal Ministero dei beni e delle attività culturali guidato da Dario Franceschini, serviranno per curare le lesioni del tempo aggravate dal terremoto del 2012. È il destino prossimo, molto prossimo, che attende la facciata della Cattedrale di Ferrara. Basterebbe l’età, di questa facciata, per giustificare ben più di un restauro: il superbo prospetto del monumento risale, difatti, al lontanissimo 1.100 (del 1.700 è invece l’ultima significativa ricostruzione del Duomo). Quasi mille anni.

Curiosità: nonostante la veneranda età, la Cattedrale non è la basilica più antica, titolo che spetta alla basilica di San Giorgio, eretta addirittura nel 700.

Torniamo alla Cattedrale, uno dei luoghi simbolo di Ferrara, e agli inevitabili danni alle architetture che oltre 900 anni producono, senza contare quelli prodotti dal sisma di 5 anni fa. «Subito dopo il terremoto - spiega don Stefano Zanella, delegato della diocesi di Ferrara-Comacchio per la ricostruzione post sisma - è stata fatta una ricognizione alle parti più sensibili della Cattedrale. Si può ben immaginare - prosegue don Stefano - la mole immensa di verifiche statiche o di altro tipo da fare. Detto ciò, i tecnici hanno notato lesioni preesistenti, assieme a lesioni aggravate, invece, dal terremoto». Dalle parole di don Stefano trasuda tutto l’amore per un monumento di straordinaria rilevanza storico-culturale, tra l’altro nell’elenco dei siti Patrimonio dell’Umanità. Analisi e indagini che si sono ora concentrate sulla facciata. «Problemi alla facciata che saranno affrontati con un primo intervento per il restauro delle due lanterne (si chiama così la struttura posta alla sommità di una cupola, vista la sua rassomiglianza con un lume antico, ndr) che rischierebbero di diventare anche un pericolo in caso di distacco dal corpo del monumento. La messa in sicurezza ha difatti - spiega ancora don Zanella - scoperto punti lesionati e che necessitano di un vero e proprio restauro».

Ora la diocesi, che è stazione appaltante, e il ministero stanno approntando le modalità del progetto relativo al restauro complessivo del monumento. Sui tempi don Stefano pronuncia dapprima un «servirà tanto tempo», poi precisa: «Non trattandosi di villette a schiera - conclude il delegato della diocesi per la ricostruzione - i tempi potrebbero, appunto, essere abbastanza lunghi. Se invece si considera la sola facciata, con ogni probabilità questo intervento potrà essere concluso entro il 2020». Si tratta quindi di avere ancora molta pazienza, richiesta soprattutto a guide e turisti.

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