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l'omicidio di natale

L’assassino di Colombani ricercato in Serbia

di Daniele Predieri
L’assassino di Colombani ricercato in Serbia

Era scappato dopo la morte del ferrarese: nel dicembre 2015 una banale lite per la truffa di un’auto si trasformò in tragedia

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FERRARA. Da due anni non c’è una verità sull’omicidio di Giancarlo Colombani, perchè da due anni non si trova il suo presunto “assassino”. Lo cercano in Serbia, per poterlo interrogare e contestargli l’omicidio volontario, ma nonostante gli atti di rogatoria (indagini e richieste nel paese) non lo trovano e non si sa dove sia. Sarebbe lui, un ragazzo poco più che 30enne, serbo (altro non si può nè si deve al momento indicare) l’assassino di Giancarlo Colombani, 73 anni, vecchia guardia della criminalità ferrarese, conosciuto come il “Colonello” e specializzato in passato in traffici di droga a livello internazionale nonchè grande esperto nella “deviazione” e individuazione di strumenti di intercettazioni ambientali: Colombani è morto il 28 dicembre del 2015, in seguito ad una lite del giorno prima.

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Quel pomeriggio dopo Natale, si presentarono vicino casa sua, nella zona di Porta Catena/via Aguiari, tre persone per discutere con lui di una compravendita pasticciata in odor di truffa di un ’auto, roba da 3mila euro. Quei tre erano cittadini serbi e nella lite, si passò dalle parole ai fatti: uno dei tre colpì Colombani in pieno volto, in modo violentissimo da fare perdere l’equilibrio al “Colonnello”: che cadendo battè la testa e quell’urto gli fu micidiale: morì il giorno dopo.

Da allora le indagini sono state indirizzate a cercare quel giovane serbo, autore materiale del pugno: ma poche ore dopo, hanno accertato le indagini, scappò e da allora è in fuga, irreperibile. E’ l’unico indagato, formalmente e al momento, per la morte di Colombani: sotto inchiesta per omicidio volontario (anche se vi sono tutti i crismi giuridici per il delitto preterintenzionale, cioè senza intenzioni). Le indagini da allora hanno puntato tutto su questa persona ora ricercato non solo in Serbia ma in tutta Europa vista la richiesta di rogatoria europea a rendere interrogatorio: ossia, dovunque venisse trovato dovrà essere fermato e interrogato.

E la sua sorte verrà decisa dopo il faccia a faccia coi magistrati. Che al momento non hanno mai (nè a ridosso del fatto) nè nella sua evoluzione spiccato un mandato di cattura europeo. Anche perchè gli altri due serbi presenti quel giorno alla lite con Colombani, (almeno uno di loro, da quanto si apprende) ha aiutato gli inquirenti a capire e circoscrivere il fatto e il movente. Una tragedia innescata, secondo le testimonianze di allora, dalla compravendita di un’auto, un affare pasticciato da 3/4mila euro. Questa almeno la ricostruzione data dai testimoni anche se procura e squadra mobile della Polizia sospettano e ipotizzano vi possa essere qualcosa di ben più grave dietro questa tragedia. Ipotesi che al momento restano tali. Di Colombani si sapeva tanto dei suoi affari non puliti del passato, fino a pochi anni fa, mentre di quelli presunti e più recenti poco o nulla. Poco o nulla dei rapporti con quel ragazzo serbo in fuga da due anni, e che potrebbe raccontare la sua verità sulla morte del Colonnello.


 

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