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Precari della scuola concorsi in arrivo

di Marcello Pulidori
Precari della scuola concorsi in arrivo

Alla Cisl assemblea con i docenti che hanno fatto ricorso  Cattani (Cgil): «Storia infinita, serve una soluzione politica»

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Giornata importante ma non decisiva, quella di ieri, per i precari della scuola, a Ferrara circa un migliaio (in circa 200, tra questi, rischiano il posto dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato che impone la laurea anche ai maestri). Ieri al ministero dell’istruzione si è svolto un incontro tra i funzionari del dicastero e le segreterie nazionali dei sindacati. Alle 20,15 la riunione era incentrata sugli insegnanti precari che hanno presentato ricorso e che sperano, in caso di vittoria, di entrare in ruolo.

In contemporanea nella sede della Cisl, Alessandra Zangheratti ha tenuto un’assemblea con i precari. Il nuovo Governo dovrà affrontare i molti problemi della scuola e dovrà andare incontro alle richieste del personale scolastico. I dirigenti scolastici protestano in quanto chiedono di essere equiparati ai dirigenti della Pubblica Amministrazione e di avere quindi uno stipendio adeguato alle loro responsabilità crescenti. Le reggenze sono troppe e nemmeno il prossimo concorso allevierà la situazione, perché i posti sono comunque pochi, le graduatorie non saranno pronte prima di due anni e il prossimo anno ci saranno altri pensionamenti e quindi altre reggenze; qualcuno chiede di ritornare alla funzione dei presidi incaricati, così da tamponare una situazione esplosiva. I sindacati sono scontenti della sperimentazione dei licei quadriennali: potrebbero portare nuovi tagli, addirittura 30.000 cattedre. Per ora sono 100 gli istituti che sono stati selezionati per la sperimentazione dal prossimo anno, ma potrebbero aggiungersene altri 92 se il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione darà l’ok. Scontenti sono anche i docenti precari; nonostante le numerose immissioni in ruolo degli ultimi anni, cambiano di nuovo le carte in tavola riguardo al reclutamento. Chiuse per sempre le GaE, in via di smaltimento, ora appaiono i nuovi concorsi, con cadenza biennale, che richiedono o 3 anni di servizio, che daranno accesso ad una corsia riservata, o il possesso di 24 Cfu in discipline pedagogiche, che hanno costretto gli aspiranti docenti a riscriversi all’università per sostenere gli esami singoli al prezzo calmierato di 500 euro. Al superamento del concorso ci si dovrà poi abilitare col percorso iniziale del Fit (Formazione Iniziale e Tirocinio), poi infine sostenere l’anno di prova, che darà la cattedra.

Nel frattempo, sempre ieri sera, è intervenuta anche Hania Cattani, segretaria della Flc-Cgil: «Serve una soluzione politica - ha concluso la Cattani interpellata sul tema - quale? La soluzione potrebbe essere quella di un concorso che consenta la partecipazione anche a coloro che hanno, in passato, messo assieme punteggi rilevanti nelle graduatorie».

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