caso sanità
Via le tonsille dopo un anno Il Sant’Anna: ecco perché
L’attesa di oltre un anno per un intervento alle tonsille all’ospedale di Cona resta sempre una possibilità, ma l’azienda ospedaliera si impegna a comunicare meglio con il paziente, che in assenza di...
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L’attesa di oltre un anno per un intervento alle tonsille all’ospedale di Cona resta sempre una possibilità, ma l’azienda ospedaliera si impegna a comunicare meglio con il paziente, che in assenza di informazioni sulla lunghezza dell’attesa resta nell’incertezza di potersi eventualmente rivolgere a un altro ospedale, dove la lista d’attesa è più breve. Questo è successo all’imprenditrice di Cona che ha segnalato il caso alla “Nuova” e il Sant’Anna ora annuncia che «le nostre due aziende (Asl e Sant’Anna, ndr) stanno mettendo a punto strumenti formalizzati che rendano certa la trasmissione delle informazioni. Dal 2 gennaio viene consegnato al paziente inserito in lista d’attesa un modulo in cui sono specificati: la lista in cui il paziente è inserito; l’intervento per cui il paziente è inserito in lista; la priorità con i tempi prescritti per tale priorità; il periodo prescritto di ricovero; le informazioni utili per monitorare la posizione nella lista d’attesa e il modo per aggiornarla nel caso in cui la condizione clinica lo richieda». La lunga attesa per l’intervento chirurgico di tonsillectomia, spiega il direttore sanitario del Sant’Anna, Eugenio Di Ruscio, è dovuta alla priorità assegnata all’intervento: la classe “D”. Che, precisa Di Ruscio, prevede un «ricovero senza attesa massima definita per i casi clinici che non causano alcun dolore, disfunzione o disabilità. Questi casi devono comunque essere effettuati entro 12 mesi».
Una scadenza che però richiede una informazione completa fornita all’utente. Le altre classi di priorità sono la A (ricovero entro 30 giorni per i casi clinici che potenzialmente possono aggravarsi rapidamente), la B (ricovero entro 60 giorni per i casi clinici che presentano intenso dolore, o gravi disfunzioni ma non manifestano la tendenza ad aggravarsi rapidamente), la C (ricovero entro 180 giorni per i casi clinici che presentano minimo dolore, disfunzione o disabilità). L’intervento oggetto dell’articolo è stato programmato per questo mese, conclude Di Ruscio, ma l’attesa «non è stata efficacemente comunicata al paziente». L’obiettivo è migliorare «attraverso il completamento del piano di riorganizzazione in corso e l’adeguamento del sistema di comunicazione con l’utenza».
Una scadenza che però richiede una informazione completa fornita all’utente. Le altre classi di priorità sono la A (ricovero entro 30 giorni per i casi clinici che potenzialmente possono aggravarsi rapidamente), la B (ricovero entro 60 giorni per i casi clinici che presentano intenso dolore, o gravi disfunzioni ma non manifestano la tendenza ad aggravarsi rapidamente), la C (ricovero entro 180 giorni per i casi clinici che presentano minimo dolore, disfunzione o disabilità). L’intervento oggetto dell’articolo è stato programmato per questo mese, conclude Di Ruscio, ma l’attesa «non è stata efficacemente comunicata al paziente». L’obiettivo è migliorare «attraverso il completamento del piano di riorganizzazione in corso e l’adeguamento del sistema di comunicazione con l’utenza».
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