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«Aiutiamo Alma a curarsi» La solidarietà sulle Mura

«Aiutiamo Alma a curarsi» La solidarietà sulle Mura

Ieri la “camminata” di beneficenza per la bimba che necessita di terapie speciali Tanti hanno già donato: dalla Spal all’associazione Ajna. Ma serve ancora di più  

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Si chiama Alma ed è una bellissima bambina di due anni e mezzo che in seguito ad un parto difficile è oggi tetraplegica: non cammina, non parla ma sorride sempre catturando la simpatia di tutti quelli che la conoscono e di quelli che ieri hanno partecipato ad una “Camminata sulle Mura”, organizzata dall'Associazione Ajna Asd, presieduta da Giorgio Salmi, istruttore e fisioterapista. Alma era in passeggino accompagnata dal papà Fabio Finessi di Tresigallo e dalla zia Chiara, attorniata da tanto affetto. Lo stesso che la accompagna nelle cure continue, un ciclo riabilitativo presso un Centro a Desenzano (nel Bresciano) dove i genitori la portano due volte al mese affrontando spese che vanno ad incidere sul bilancio familiare; per questo è scattata la solidarietà da più parti ed ognuno organizza iniziative benefiche. Come quella di ieri di Ajna o come quelle che anche la Spal promuove. «Durante l'ultima partita con il Torino - racconta il papà - allo stadio è apparso un grande striscione con il nome di Alma e poi dopo negli spogliatori è stata fatta una lotteria con le magliette dei giocatori». «Devo veramente ringraziate tutti coloro che si stanno preoccupando di Alma - ricorda il papà - che sta dimostrando di avere una grande forza di volontà e di carattere nel voler fare da sola; come per il mangiare che ci impegna moltissimo almeno due ore, ma che noi cerchiamo di assecondare perchè altrimenti rifiuta il cibo e prima o poi ci riuscirà». Se da un lato è il grande cuore della gente che si prodiga per Alma, dall'altro i suoi genitori hanno creato su facebook un profilo - Il mondo di Alma- dove c'è la sua storia e le notizie su tutte le iniziative che vengono organizzate per raccogliere fondi e le coordinate bancarie per fare offerte. «Alma merita di essere aiutata - spiega Marilena Orsini, una delle insegnanti di joga di Aina - perchè la sua mamma che frequentava i miei corsi ha avuto una gravidanza normalissima ma solo durante il parto si sono presentati dei problemi non affrontati come richiedevano: la bimba era praticamente morta, senza ossigeno e solo le cure in terapia intensiva l'hanno salvata. Ma ora bisogna pensare a darle una vita migliore».

Margherita Goberti.



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