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Funerali di ‘povertà’ I casi crescono anche a Bondeno

Funerali di ‘povertà’ I casi crescono anche a Bondeno

BONDENO. Negli ultimi anni, i funerali di “povertà” e quelli per i defunti soli si sono moltiplicati su tutto il territorio nazionale. Un triste fenomeno, che denota anche la solitudine di molte...

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BONDENO. Negli ultimi anni, i funerali di “povertà” e quelli per i defunti soli si sono moltiplicati su tutto il territorio nazionale. Un triste fenomeno, che denota anche la solitudine di molte persone che vivono ai margini della società. Spesso si tratta di immigrati, arrivati da soli da luoghi lontani, altre volte di italiani in condizioni di indigenza. Per ciascuno di loro, il percorso verso una sepoltura decorosa è irto di difficoltà, ed il Comune è attento a valutare, caso per caso, ogni singola situazione. «Il triste episodio recente delle donna ucraina scomparsa a ridosso del ponte dell’Immacolata, è solo l’ultimo caso che stiamo seguendo – spiega l’assessore alle Politiche sociali, Cristina Coletti –. E’ chiaro, però, che ogni funerale di “povertà”, o per persone sole per le quali non si è in grado di rintracciare nessuno dei parenti, segue un iter diverso». L’esempio per fare capire il complesso meccanismo che viene messo in campo arriva proprio dall’ultimo caso, in ordine cronologico: «la donna in questione non era seguita dai nostri servizi sociali, di conseguenza la sepoltura a carico del Comune non è un atto immediato. Esiste ad oggi una fitta corrispondenza tra gli uffici comunali (in particolare, l’ufficio anagrafe), la procura e la medicina legale. Fino a questo momento, infatti, nessuno ha richiesto la salma alle autorità competenti, per poterle dare una degna sepoltura». «Tramite l’autorità giudiziaria – precisa Cristina Coletti – si sta tentando di rintracciare i congiunti della donna deceduta: un percorso lungo e complesso, che prevede la ricerca di eventuali parenti in Italia o nel paese d’origine, e solo dopo senza interessamento du nessuno, il Comune sarà “legittimato” ad affrontare le spese per la sepoltura». Esistono in questo casi percorsi anche con le pompe funebri, che ha carattere di “eccezionalità dell’intervento pubblico”, e si attua solo in caso di gravi situazioni di disagio socio-economico e di impossibilità a risalire alla rete familiare. Un percorso attivato quando queste situazioni di sofferenza non rientrano nella casistica seguita dai Servizi sociali. (mi.pe.)

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