da campo progressista arrivano TUffanelli e sasso
Leu sceglie i sei coordinatori
Una sola donna, Irene Bregola. «Qui c’è grande attenzione per noi»
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Liberi e Uguali, la lista elettorale composta da Sinistra Italiana, Articolo Uno-Mdp e Possibile, ha scelto il suo Coordinamento provinciale, un organismo snello, appena sei membri, che sarà in prima fila nella competizione elettorale. Tra i coordinatori Leu c’è una sola donna, Irene Bregola, poi Massimo Buriani, Francesco Vinci, Giuliano Lodi, Marco Tomasi e Beniamino Marino. «Il nuovo organismo avrà come obiettivo promuovere la nuova lista - si legge nella nota Leu - Dopo l’Assemblea costituente del 3 dicembre a Roma, abbiamo riscontrato nella nostra realtà una grande attenzione per il nuovo soggetto politico, che vede il Presidente del Senato Pietro Grasso impegnato prima persona nella diffusione dei valori della sinistra e della legalità». Vengono annunciate nelle prossime settimane «iniziative pubbliche, per diffondere il nostro programma e introdurre a breve i nostri candidati». Viene ribadito che la lista è nata per «riportare al voto tutti quegli elettori di sinistra, che in questi anni si sono allontanati dalla politica e dalla vita democratica». Nessun cenno all’affondo dell’ex assessore Annalisa Felletti, oggi Leu, al sindaco Tagliani e al Pd locale.
Intanto la lista di sinistra si è arricchita di apporti da Campo progressista, la sigla con la quale Pisapia aveva tentato di ricostruire il centrosinistra. «Il tentativo è fallito, ne abbiamo preso atto. Ma non è fallita l’idea di costruire un luogo in cui le cittadine e i cittadini progressisti che si riconoscono nei valori della sinistra possano finalmente sentirsi a casa» scrivono Alessandra Tuffanelli e Giorgio Scalabrino Sasso, che si dicono «convinti che in Liberi e Uguali siano già state poste importanti basi per la sua realizzazione e che in esso esistano le competenze e le potenzialità per farlo crescere. Per questo, in piena continuità con il percorso fin qui intrapreso in Campo Progressista, scegliamo di aderire a questo nuovo soggetto politico». È la stessa scelta, fanno notare i due, dalla presidente della Camera, Laura Boldrini.
Tuffanelli, già esponente di primo piano di Sel, e l’ex consigliere comunale Scalabrino Sasso guardano ovviamente alle urne del 4 marzo: «L’appuntamento elettorale è alle porte e noi ora abbiamo il dovere di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per evitare la crescita dell’astensionismo nell’elettorato progressista, con una proposta che si faccia autentica alternativa ai populismi, ai liberismi in ogni loro declinazione, agli specchietti per le allodole che le destre ci offrono massicciamente e in continuazione». Secondo i due esponenti della sinistra, però, «è necessario andare oltre. Non dobbiamo limitarci al cartello elettorale costruito per superare gli sbarramenti imposti dalla legge. Dobbiamo ragionare sul lungo periodo, mirando alla costruzione di una forza politica radicata nel territorio, partecipata, che sia percepita come soluzione delle disuguaglianze sociali, in totale discontinuità con le politiche del Pd renziano. Non l'ennesima sigla inconsistente, ma un presidio permanente contro le laceranti sofferenze che segnano il mondo del lavoro, le nuove povertà, la dissennata agenda ambientale, l'aziendalizzazione delle istituzioni formative, la privatizzazione strisciante della sanità pubblica. Il luogo che finalmente accoglierà il disperso popolo della Sinistra riconsegnando alle nuove generazioni una speranza». Un antidoto all’anti-politica, chiudono Tuffanelli e Scalabrino Sasso citando proprio la presidente Boldrini.
Intanto la lista di sinistra si è arricchita di apporti da Campo progressista, la sigla con la quale Pisapia aveva tentato di ricostruire il centrosinistra. «Il tentativo è fallito, ne abbiamo preso atto. Ma non è fallita l’idea di costruire un luogo in cui le cittadine e i cittadini progressisti che si riconoscono nei valori della sinistra possano finalmente sentirsi a casa» scrivono Alessandra Tuffanelli e Giorgio Scalabrino Sasso, che si dicono «convinti che in Liberi e Uguali siano già state poste importanti basi per la sua realizzazione e che in esso esistano le competenze e le potenzialità per farlo crescere. Per questo, in piena continuità con il percorso fin qui intrapreso in Campo Progressista, scegliamo di aderire a questo nuovo soggetto politico». È la stessa scelta, fanno notare i due, dalla presidente della Camera, Laura Boldrini.
Tuffanelli, già esponente di primo piano di Sel, e l’ex consigliere comunale Scalabrino Sasso guardano ovviamente alle urne del 4 marzo: «L’appuntamento elettorale è alle porte e noi ora abbiamo il dovere di fare tutto ciò che è nelle nostre possibilità per evitare la crescita dell’astensionismo nell’elettorato progressista, con una proposta che si faccia autentica alternativa ai populismi, ai liberismi in ogni loro declinazione, agli specchietti per le allodole che le destre ci offrono massicciamente e in continuazione». Secondo i due esponenti della sinistra, però, «è necessario andare oltre. Non dobbiamo limitarci al cartello elettorale costruito per superare gli sbarramenti imposti dalla legge. Dobbiamo ragionare sul lungo periodo, mirando alla costruzione di una forza politica radicata nel territorio, partecipata, che sia percepita come soluzione delle disuguaglianze sociali, in totale discontinuità con le politiche del Pd renziano. Non l'ennesima sigla inconsistente, ma un presidio permanente contro le laceranti sofferenze che segnano il mondo del lavoro, le nuove povertà, la dissennata agenda ambientale, l'aziendalizzazione delle istituzioni formative, la privatizzazione strisciante della sanità pubblica. Il luogo che finalmente accoglierà il disperso popolo della Sinistra riconsegnando alle nuove generazioni una speranza». Un antidoto all’anti-politica, chiudono Tuffanelli e Scalabrino Sasso citando proprio la presidente Boldrini.
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