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Ferrara

SANITA' SOTTO PRESSIONE

Guardia medica e Sant'Anna, febbre da super afflusso

Gioele Caccia
Guardia medica e Sant'Anna, febbre da super afflusso

Due ore di attesa nella Casa della salute, anche quattro ieri mattina all'ospedale: mugugni e lamentele. E a Cona il “bed manager” cerca posti letto per i ricoveri

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FERRARA. Anche il sistema sanitario ha la febbre: guardia medica a pieno regime col quinto operatore in servizio, Sant’Anna con il bed manager a caccia di posti letto liberi per i nuovi ricoveri e pronto soccorso generale reso più elastico con l’apertura del quarto ambulatorio. Anche ieri mattina l’influenza ha messo alla prova la capacità di risposta della sanità ferrarese. L’epidemia ha messo a letto, nelle ultime due settimane, migliaia di pazienti e il flusso appare in rapida crescita.

Così, negli stessi spazi che durante la settimana ospitano il poliambulatorio della Cittadella della Salute, in corso Giovecca, ieri verso mezzogiorno attendevano la chiamata del medico una ventina di persone e qualcuno sbuffava per l’ora e mezza passata ad aspettare, «ma si può anche salire a due ore» confermava uno dei sanitari in servizio. «Stiamo viaggiando ad un ritmo di oltre 200 accessi al giorno - ha spiegato alla “Nuova” - 250 sabato 6 gennaio senza contare le visite a domicilio, oggi (ieri, ndr) un po’ meno ma con molte chiamate che arrivano dalle Case di cura».

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Con l’influenza si incrocia in questi giorni il disagio causato dall’apertura a singhiozzo degli ambulatori dei medici di famiglia, che tra festivi e pre-festivi, nella prima settimana di gennaio, sono stati aperti tre giorni.

L’assenza ripetuta dei medici di base è uno dei fattori che tradizionalmente scarica su guardia medica e strutture di pronto soccorso la pressione di una parte rilevante dell’utenza tra la vigilia di Natale e l’Epifania.

Il quinto professionista “aggiunto” alla guardia medica cittadina per sostenere l’impatto dell’utenza che contatta il servizio ha consentito di raddoppiare gli ambulatori attivi nella Cittadella della Salute durante gli orari di apertura al pubblico (due ore al mattino e due al pomeriggio). Ma la “sofferenza” di personale e pazienti è tangibile.

«Una buona metà dell’utenza che ci raggiunge o ci chiama manifesta i sintomi dell’influenza, in molti casi visitiamo pazienti pediatrici», ha precisato il medico. In sala d’attesa, però, c’è anche chi - visibilmente provato da febbre e mal di gola - chiede perché non ha potuto essere visitato a casa. «Non riusciamo a coprire tutte le richieste, per le visite a domicilio cerchiamo di privilegiare i pazienti critici, in particolare l’utenza più anziana, a chi ha i sintomi dell’influenza chiediamo il favore di raggiungerci in ambulatorio», risponde il medico. Una signora di 61 anni, di Ferrara, ieri lamentava di «aver perso un’ora e mezza per chiedere un certificato per prolungamento malattia. Il mio medico di base mi ha detto di rivolgermi alla “guardia” che però mi ha risposto che può farmi il certificato di prolungamento solo per oggi (ieri, ndr), giorno in cui il mio luogo di lavoro è chiuso, e di presentarmi domani (oggi, ndr) al mio medico. Mi chiedo come vengono condivise le informazioni fra i diversi operatori del servizio sanitario». Verso le 12.30 di ieri, nel pronto soccorso del polo di Cona, tra codici bianchi, verdi e gialli c’erano una trentina di pazienti fuori dagli ambulatori. Nel periodo delle feste alcune giornate sono state giudicate «critiche» ma ieri l’azienda ospedaliera delineava un quadro un po’ più leggero.

Erano un centinaio gli accessi segnalati fino alle 12 dai tabelloni elettronici con alcuni ingressi notturni trasformati in ricovero. A fine mattinata attesa di quattro ore per i pazienti in trattamento, mentre in direzione un sanitario era incaricato di reperire posti letto alla bisogna per evitare l’emergenza che nel 2017 costrinse l’ospedale a bloccare temporaneamente le chirurgie. «Quest’anno va meglio», dicono a Cona. La direzione però non esclude di attivare nuovi posti letto nel caso di un’ulteriore impennata dei ricoveri.


 

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