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«In quella famiglia problemi da tempo»

«Uccidere i genitori non è qualcosa che si decide durante il weekend, non è nemmeno un raptus. Sono certo che in quella famiglia distrutta a Pontelangorino i genitori e il figlio, diventato il loro...

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«Uccidere i genitori non è qualcosa che si decide durante il weekend, non è nemmeno un raptus. Sono certo che in quella famiglia distrutta a Pontelangorino i genitori e il figlio, diventato il loro assassino, viaggiavano ormai da tempo su binari differenti. Due mondi distanti, ognuno chiuso nelle proprie incapacità».

Psichiatra, sociologo e scrittore, Paolo Crepet da anni esplora il complesso rapporto tra genitori e figli. Amori contrastati, piccole somme di denaro, brutti voti.

Gli adolescenti uccidono davvero per questi motivi? «I motivi nascono da lontano e sono complessi. Gli adolescenti sono incapaci di sopportare la frustrazione, ma senza entrare nel merito delle singole vicende, va detto che l’educazione dei figli necessita di coraggio. Per tenere a freno i sensi di colpa, magari perché non ci si sente bravi genitori presenti e solleciti, padri e madri tendono a giustificare e perdonare i comportamenti contrari alla regole del vivere civile. Come l’abuso di alcol o il bullismo. Ma perdonare i propri figli senza appellarsi al buon senso o alla propria autorevolezza - conclude crepet - vuol dire cedere le armi e qualsiasi cosa faranno non andranno mai nei guai».

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