La Nuova Ferrara

Ferrara

il caso

La rabbia di un padre ferrarese: «Non posso vedere mio figlio»

La rabbia di un padre ferrarese: «Non posso vedere mio figlio»

Il racconto del 65enne: il mio bimbo ha solo tre anni, sono l'unico al mondo che può dargli sicurezza, eppure lo vedo appena un'ora a settimana e non da solo

4 MINUTI DI LETTURA





FERRARA. Questa è la storia di un uomo che abita in un grosso Comune della nostra provincia e che a 65 anni ha un figlio bellissimo, il quale ha compiuto 3 anni da poche settimane, ma in pratica il padre non riesce a vederlo, comprese le recenti festività di Natale e di fine 2017. Caso uguale a tanti che, purtroppo, coinvolgono i genitori in situazioni di coppia non stabili, ma stavolta è indubbiamente singolare data anche l’età della persona coinvolta.

Questa è una vicenda iniziata circa quattro anni fa, quando l’uomo ha avuto una relazione con una donna africana di trent’anni più giovane, dalla quale è nato questo splendido bambino, il quale porta regolarmente il cognome del padre, nonostante la coppia sia stata tale per pochi mesi.

«Ho provato in tutti i modi a far andare avanti questa relazione – ci racconta il 65enne ferrarese –, ma era troppo problematica. Tanto che un giorno, mentre ero fuori casa, lei ha chiamato i carabinieri nella mia abitazione, facendo accuse insensate. Una volta rientrato i militari, pur capendo la situazione hanno dovuto effettuare la segnalazione, visto che era coinvolto un minore e da allora sono cominciati i problemi. Prima è intervenuto il Tribunale dei minori di Bologna, poi le assistenti sociali. Nel frattempo, la madre ha prima avuto un’altra relazione a Ferrara, in zona grattacielo, e si può immaginare la mia preoccupazione per il bimbo, poi mio figlio e in seguito la mamma sono stati messi in una casa famiglia».

Inizialmente, pur se tra i genitori le cose non andavano bene, il 65enne ferrarese era comunque felice, nel senso che poteva vedere il figlio due ore al giorno da solo, poteva così uscire, andare a girare nei centri commerciali, giocare, insomma fare cose insieme...

«Ma dopo pochi mesi – prosegue nel racconto -, l’accordo stipulato inizialmente è stato completamente disatteso e adesso - e questo accade ormai da molti mesi - vedo il mio bambino una sola volta la settimana, per una sola ora, in una stanza piccolissima, con una educatrice che non mi molla un secondo, quasi fossi un mostro, non un padre innamorato del proprio figlio».

La rabbia del 65enne è notevole, tanto da arrivare a non tagliarsi i capelli finché la situazione non si sarà risolta e ormai non lo sta facendo da oltre sette mesi...

«È una cosa incredibile - dice l’uomo –, anche perché ho altri due figli, entrambi laureati ma non basta questo, vengo comunque trattato come un criminale. Invece, sono una persona seria, che ha solo voglia di dare un’educazione e una sicurezza al mio bambino. Ho chiesto centinaia di volte il perché di questo comportamento. Ormai non dormo più, ogni giorno e dico ogni giorno, appena mi sveglio mando un fax ai servizi sociali chiedendo delle risposte. E sapete perché lo faccio? Perché sono preoccupato, ho paura che mio figlio una volta uscito con la madre dalla casa famiglia possa prendere una brutta strada. Sono veramente l’unico che può garantirgli una sicurezza».

Oltre, ovviamente, a rivolgersi ad un legale per cercare di migliorare la propria situazione, il 65enne che è molto conosciuto nel paese dove vide, ha provato a percorrere altre strade, ma inutilmente.

«Sia il sindaco del Comune dove abito, che il mio parroco, hanno scritto una lettera per spiegare che sono una brava persona, ma anche in questo caso non è arrivata alcuna risposta. Ho anche parlato con la dottoressa Sapigni (assessore a sanità, servizi alla persona e politiche familiari di Ferrara), ma mi ha risposto che questo problema è oltre le sue competenze. Non so cos’altro fare: pago regolarmente gli alimenti, mi presento puntuale a ogni incontro con il bambino, ma è come non esistessi e mi sto perdendo la sua infanzia».

In tutto questo, come sta reagendo il bambino?

«Non lo so, dovrei essere con lui tutto il giorno, magari vederlo con la madre per saperlo. So soltanto che quando mi vede è felice e quando me ne devo andare è sempre più difficile staccarlo da me. Persino il giorno del compleanno, che ho dovuto festeggiare dopo perché dovevo rispettare il giorno della visita settimanale, non ho potuto stare solo con lui. È una situazione paradossale e inaccettabile, anche un padre ha dei diritti».(d.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google