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In crescita i prestiti alle aziende

I dati nel Ferrarese sul sistema del credito: +1,3% rispetto all’anno prima

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Negli ultimi mesi del 2017, il valore complessivo dei prestiti concessi alle imprese ferraresi ha incrementato la velocità di crescita rilevata nei tre trimestri precedenti. In particolare nel sistema del credito crescono i prestiti alle imprese medio grandi, con una variazione più elevata rispetto allo scorso periodo, e quelli alle famiglie consumatrici.

Per quest’ultimo comparto l’aumento trimestrale risulta, in realtà, in frenata, ma è il quinto incremento consecutivo. Il trend in contrazione dei finanziamenti per il settore delle imprese di minor dimensione non riesce invece ad invertire il segno, con qualche indicatore di rallentamento della caduta solo per il comparto delle “famiglie produttrici”.

I prestiti concessi risultano così nel loro complesso cresciuti rispetto al dato dello scorso anno del +1,3%, stessa percentuale rilevata dall’aggregato totale riferito alle imprese, che a Ferrara ha ricominciato a crescere già dall’inizio dell’anno, quando in Emilia-Romagna risultano ancora in contrazione.

L’unico settore che determina l’andamento ferrarese positivo dei prestiti alle imprese nel terzo trimestre 2017 è il comparto dei servizi, mentre quello dell’industria manifatturiera, che a marzo e a giugno aveva registrato una crescita, torna a diminuire. In provincia, le variazioni negative di costruzioni e industria riducono il valore complessivo, rallentando così la crescita relativa.

Nel terzo trimestre 2017, si riducono inoltre i tassi di deterioramento per le imprese in tutti i settori, così come accade per i tassi di ingresso, con l’eccezione registrata per le costruzioni, per le quali si rileva il valore più alto tra i settori, ma anche della serie. Il tasso di ingresso in sofferenza rimane inferiore al dato regionale.

Riprendono a crescere i depositi bancari, con intensità diversificate per tipologia e settori. In particolare il trend è determinato dal leggero incremento della componente delle famiglie, ma anche dall’accelerazione registrata dalle imprese, la cui incidenza sale pur rimanendo inferiore al 20% del totale. L’andamento risulta in linea con quanto registrato in regione dove le variazioni sono però più accentuate.

Allo stesso tempo, calano ancora i depositi con durata prestabilita o rimborsabili con preavviso (2.945 milioni di euro), che rappresentano, anche se ridimensionata, una quota superiore rispetto alla regione (39% contro il 24%). A fronte di una diminuzione del deposito a risparmio, sono i conti correnti che crescono. Per quanto riguarda invece i titoli a custodia, il totale torna ad aumentare, ma, in questo caso calando le componenti di obbligazioni e titoli di stato, è la crescita di azioni e investimenti in Oicr (fondi comuni e Sicav) a determinare l’andamento positivo.

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