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Bononi chiude in perdita ma il sistema arte è vivo

di Gian Pietro Zerbini
Bononi chiude in perdita ma il sistema arte è vivo

Maisto: è stato un esperimento positivo, le mostre non si pagano mai da sole Il contributo di 52mila euro del Comune legato ai fondi per Ferrara Arte

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Tempo di bilanci per “Ferrara Arte” che ieri ha ufficializzato i dati dell’ultima mostra di Palazzo Diamanti, quella dedicata alle opere di Carlo Bononi.

Il costo della mostra, esposta dal 14 ottobre 2017 al 7 gennaio di quest’anno, è stato di 524.993 euro. La spesa è stata coperta con le entrate nette derivate dai biglietti d’ingresso e dalla vendite al book shop e dei cataloghi per 212.873 euro e dalle varie sponsorizzazioni per 215.000 euro. A questi si aggiunge un contributo regionale di 45.000. A saldare i conti è arrivato il contributo del Comune per 52.120 euro.

«Le mostre - precisa il vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Maisto - non si pagano da sole, anche quelle che hanno avuto più successo di Bononi, perché bisogna calcolare anche i costi fissi. Il contributo del Comune in questo circostanza è legato ai fondi che vengono dati annualmente per l’attività di Ferrara Arte per allestire queste rassegne. A questo proposito bisogna riconoscere lo sforzo anche degli operatori turistici perché queste mostre si finanziano con la tassa di soggiorno. Bisogna anche ricordare che non c’è più una fondazione bancaria che sostiene come faceva in passato l’attività espositiva».

Il bilancio numerico della mostra di Bononi che ha chiuso i battenti con 19.301 visitatori in 86 giorni di apertura con una media giornaliera di 224 biglietti staccati, è da considerare per gli addetti ai lavori e il sistema arte cittadino un esperimento positivo anche perché è riuscita ad animare un Diamanti ancora incerottato per i lavori di restauro - la mostra è stata allestita in una sola ala del palazzo - e per aver rilanciato anche dal punto di vista culturale un artista del seicento ferrarese facendolo conoscere al grande pubblico e riscoprendo l’arte di un secolo considerato minore rispetto ai fasti del Rinascimento estense e all’epopea dei pittori d’arte moderna. Positivo il dato dei cataloghi venduti: 1.110 pari a 1 copia ogni 17 visitatori. Da un sondaggio effettuato all’uscita della mostra a 1.846 visitatori (quasi il 10% del totale) è molto significativo il dato del giudizio: tra gli intervistati solo lo 0,87% non l’ha apprezzata, mentre il restante 98,16% dei visitatori ha espresso un giudizio positivo, in particolarmodo per quanto riguarda l’allestimento, l’audioguida compresa nel prezzo del biglietto ed estremamente chiara. La provenienza del pubblico è soprattutto locale: la percentuale più rilevante è quella dell’Emilia-Romagna, con il 61,76% dei visitatori, seguita dal Veneto con il 13.00% e, più a distanza, da Lombardia, Toscana e Lazio (rispettivamente 6,66%, 2,71% e 2,98%).

Le visite guidate alla mostra prenotate tramite l’Ufficio Informazioni e prenotazioni di Palazzo dei Diamanti sono state 68 per un totale di 1.483 persone interessate, tra gruppi scolastici e di adulti.

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