Dal terreno affiora anche cemento-amianto
Mesola, una discarica abusiva in una buca estesa su un’area di 300 metri quadri Tra i rifiuti anche diluenti e oli esausti. Denunciati i due proprietari del campo
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MESOLA. Avevano risolto il problema dello smaltimento dei rifiuti, tra cui lastre di eternit scavando una profonda buca nei campi, su un’area di 300 metri quadrati. Ma gli agenti della polizia provinciale, durante controlli anti bracconaggio hanno notato che in quel campo c’era qualcosa che non andava. Così ottenuta l’autorizzazione dal magistrato, hanno scavato e hanno trovato una vera e propria discarica. Oltre all’amianto c’erano anche rifiuti di diverse tipologie, generalmente provenienti da attività di costruzione e di demolizione o dì resti di oggetti utilizzati in attività agricole fusti di metallo da 200 litri, che probabilmente contenevano diluenti e olio esausto, ma che non è stato possibile aprire. Ma anche barattolidei diluenti e vernici. L’area è stata sequestrata e i proprietari del terreno, B.E. di 87 anni e S.P. di 49 anni, sono stati denunciati per gestione illegale di rifiuti.
Il terreno si trova nella parte del territorio mesolano verso il confine con il comune di Goro.
L’indagine, denominata “Operazione black hole” era scattata dopo che una pattuglia aveva notato un grande cumulo di sabbia ed uno scavo di notevoli dimensioni, circa 30 metri per 6, e di circa 4,5 metri di profondità. Gli agenti, insospettiti, si sono recati nuovamente sul posto dopo 3 notti e hanno potuto vedere che lo scavo era stato riempito di ogni tipo di rifiuti. Dopo aver informato le autorità competenti che hanno emesso un decreto di perquisizione, la polizia ha accertato che si trattava di un’attività illecita di gestione dei rifiuti.
Tra i rifiuti sono state ritrovate anche delle lastre in fibrocemento. Gli agenti ne hanno poi prelevato un campione e lo hanno inviato ad Arpae per accertamenti ed è stata riscontrata la presenza di crisotilo, un minerale del gruppo dell’amianto che può provocare gravi conseguenze all’organismo umano a causa della sua natura fibrosa. La buca, che si trovava in aperta campagna vicino a dei terreni agricoli, è stata quindi immediatamente coperta per evitare che il vento propagasse il crisotilo verso le abitazioni.
«Ringrazio la procura della Repubblica per essersi fidata delle nostre indagini - ha dichiarato il comandante della polizia provinciale Claudio Castagnoli -i risultati ci hanno dato ragione. Le indagini sono ancora in corso, stiamo valutando la posizione dei due indagati, per capire se abbiano agito spontaneamente o per conto di qualche azienda. L’area si trova intorno a dei terreni agricoli poco distanti dall’abitazione di uno dei due. Ringrazio i miei uomini per il grande lavoro svolto e per essersi mossi in maniera tempestiva».
Soddisfatto il presidente della Provincia Tiziano Tagliani, : «Abbiamo scoperto queste violazioni grazie all’attività senza sosta della polizia provinciale, che garantisce sempre un ottimo operato».
Marcello Ferron
Il terreno si trova nella parte del territorio mesolano verso il confine con il comune di Goro.
L’indagine, denominata “Operazione black hole” era scattata dopo che una pattuglia aveva notato un grande cumulo di sabbia ed uno scavo di notevoli dimensioni, circa 30 metri per 6, e di circa 4,5 metri di profondità. Gli agenti, insospettiti, si sono recati nuovamente sul posto dopo 3 notti e hanno potuto vedere che lo scavo era stato riempito di ogni tipo di rifiuti. Dopo aver informato le autorità competenti che hanno emesso un decreto di perquisizione, la polizia ha accertato che si trattava di un’attività illecita di gestione dei rifiuti.
Tra i rifiuti sono state ritrovate anche delle lastre in fibrocemento. Gli agenti ne hanno poi prelevato un campione e lo hanno inviato ad Arpae per accertamenti ed è stata riscontrata la presenza di crisotilo, un minerale del gruppo dell’amianto che può provocare gravi conseguenze all’organismo umano a causa della sua natura fibrosa. La buca, che si trovava in aperta campagna vicino a dei terreni agricoli, è stata quindi immediatamente coperta per evitare che il vento propagasse il crisotilo verso le abitazioni.
«Ringrazio la procura della Repubblica per essersi fidata delle nostre indagini - ha dichiarato il comandante della polizia provinciale Claudio Castagnoli -i risultati ci hanno dato ragione. Le indagini sono ancora in corso, stiamo valutando la posizione dei due indagati, per capire se abbiano agito spontaneamente o per conto di qualche azienda. L’area si trova intorno a dei terreni agricoli poco distanti dall’abitazione di uno dei due. Ringrazio i miei uomini per il grande lavoro svolto e per essersi mossi in maniera tempestiva».
Soddisfatto il presidente della Provincia Tiziano Tagliani, : «Abbiamo scoperto queste violazioni grazie all’attività senza sosta della polizia provinciale, che garantisce sempre un ottimo operato».
Marcello Ferron
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