il fratello marco in aula con la sorella rita
«Davanti a questa vicenda sono sempre più avvelenato»
Ci sono anche loro. Non potevano mancare, nell’aula Bachelet, l’aula maestosa della Corte d’assise d’appello di Bologna. Marco e Rita Tartari, fratello e sorella di Pier Luigi, ancora davanti al...
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Ci sono anche loro. Non potevano mancare, nell’aula Bachelet, l’aula maestosa della Corte d’assise d’appello di Bologna. Marco e Rita Tartari, fratello e sorella di Pier Luigi, ancora davanti al dolore dei racconti processuali, su come è stato ucciso il fratello e poi fatto ritrovare nel tugurio di Fondo Reno dopo quasi una 20ina di giorni: «Sono riluttante nello spiegarlo, visto che sono presenti i fratelli», dice con garbo e sensibilità ai giudici popolari il pg Bruno, che deve far capire ai giudici stessi il motivo della aggravante della crudeltà contesta per l’omicidio Tartari. Marco Tartari, se potesse, urlerebbe in faccia ai quei due ragazzi chiusi nelle gabbie (in senso fisico, ci sono ancora nell’aula Bachelet, le stesse gabbie che hanno custodito assassini e terroristi degli ultimi 50 anni di storia italiana). Si trattiene Marco Tartari e sibila in modo tagliente, dopo avere saputo delle anticipazioni sulle dichiarazioni di Ruszo: «Sono avvelenato». Dal processo e da tutti gli sviluppi che sono emersi, le nuove accuse di Ruszo al fantasma di Igor/Norbert, che dopo 3 anni compare nel processo e nessuno ce lo aveva mai ficcato dentro. Anche Rita Tartari, non ha nessuna volontà di parlare, commentare. Non lo ha mai fatto, non lo farà oggi. Anzi promette: «Parlerò solo alla fine, dopo la sentenza di Cassazione e ne avrò tante da raccontare». Di un dolore compresso con dignità e sobrietà che mai hanno avuto eguali tra familiari coinvolti in drammi analoghi. In aula ci sono con loro gli avvocati che li hanno sostenuti: Eugenio Gallerani che li rappresenta come parte civile che nella sua arringa ha analizzato punto per punto le critiche proposte da Alberto Bova e Patrizia Micai, avvocati delle difese dei due ragazzi imputati contro la sentenza d’ergastolo: atti copiosi e riscontri altrettanto blindati indicano la presenza di Fiti, e soprattutto smentiscono in modo oggettivo le nuove dichiarazioni di Ruszo, che addirittura fu il primo nell’interrogatorio dell’ottobre 2015, al pm, ad indicare la presenza di un “tale Igor” solo nelle rapine. Non nell’omicidio Tartari. Oggi parlerà anche l’avvocato Giacomo Forlani, parte civile per il Comune di Ferrara, una città che per tre settimane visse un incubo che finì in quel tugurio.
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