Illuminazione pubblica La rivoluzione è in corso
Porrtomaggiore, quasi del tutto completata l’installazione dei lampioni a led Terminato l’intervento nel capoluogo ora si passa ai punti luce delle frazioni
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PORTOMAGGIORE. È quasi del tutto completata l’installazione della nuova pubblica illuminazione a tecnologia led a Portomaggiore, e nei prossimi mesi si inizierà a installarla anche nelle frazioni. Si tratta di punti luce basati sulla nuova tecnologia led, che permette un risparmio energetico e maggiore sostenibilità ambientale.
Il precedente contratto per la gestione della pubblica illuminazione era gestito dalla società Strade srl, e quando è scaduto, «ci siamo trovati di fronte a un bivio - spiega il vice sindaco Andrea Baraldi - così abbiamo deciso di aderire ad una convenzione stipulata dalla Consip Spa, società per azioni del ministero dell’Economia e delle Finanze». Il contratto di questa convenzione è di 340mila euro annui, e «ci consente di mantenere inalterata la gestione dei 2740 punti luce del territorio, tra Portomaggiore e frazioni».
Il precedente contratto prevedeva lo spegnimento automatico dei punti luce e il 50% dei lampioni si spegneva a mezzanotte, «non più in ottemperanza con le nuove normative sulla sicurezza», ricleva il vicesindaco. Nella nuova convenzione, nel budget di 340mila euro, il nuovo gestore «si impegna a sostituire le lampadine a vapore di sodio con lampade a led, una nuova tecnologia che permette un risparmio del consumo del 70% e 4mila tonnellate in meno di emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, comportando così non solo un risparmio economico ma anche una maggiore sostenibilità ambientale».
Il costo dell’operazione, tra sostituzione di lampade e messa in sicurezza dei punti luce ammonta a 500mila euro, operazione che nel giro di un anno consentirà al territorio di Portomaggiore di avere tutti i punti luce a norma e in sicurezza, dotati della nuova tecnologia.
“La differenza tra la nuova tecnologia e la precedente a sodio, è che quest’ultima - spiega il vicesindaco - aveva una luce gialla poco sensibile all’occhio umano, mentre il led emette una luce bianca e illumina con più sicurezza, attraversando anche meglio la nebbia». L’adesione alla convezione Consip ha per il Comune un triplice obiettivo: razionalizzare «le spese di beni e servizi, semplificare e rendere più rapide le procedure e creare una piattaforma di convergenza tra mercati e innovazione. Inoltre - chiude Baraldi - , ci ha consentito di non spendere risorse per fare bendi. Le procedure sono gestite da Consip».
Veronica Capucci
Il precedente contratto per la gestione della pubblica illuminazione era gestito dalla società Strade srl, e quando è scaduto, «ci siamo trovati di fronte a un bivio - spiega il vice sindaco Andrea Baraldi - così abbiamo deciso di aderire ad una convenzione stipulata dalla Consip Spa, società per azioni del ministero dell’Economia e delle Finanze». Il contratto di questa convenzione è di 340mila euro annui, e «ci consente di mantenere inalterata la gestione dei 2740 punti luce del territorio, tra Portomaggiore e frazioni».
Il precedente contratto prevedeva lo spegnimento automatico dei punti luce e il 50% dei lampioni si spegneva a mezzanotte, «non più in ottemperanza con le nuove normative sulla sicurezza», ricleva il vicesindaco. Nella nuova convenzione, nel budget di 340mila euro, il nuovo gestore «si impegna a sostituire le lampadine a vapore di sodio con lampade a led, una nuova tecnologia che permette un risparmio del consumo del 70% e 4mila tonnellate in meno di emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera, comportando così non solo un risparmio economico ma anche una maggiore sostenibilità ambientale».
Il costo dell’operazione, tra sostituzione di lampade e messa in sicurezza dei punti luce ammonta a 500mila euro, operazione che nel giro di un anno consentirà al territorio di Portomaggiore di avere tutti i punti luce a norma e in sicurezza, dotati della nuova tecnologia.
“La differenza tra la nuova tecnologia e la precedente a sodio, è che quest’ultima - spiega il vicesindaco - aveva una luce gialla poco sensibile all’occhio umano, mentre il led emette una luce bianca e illumina con più sicurezza, attraversando anche meglio la nebbia». L’adesione alla convezione Consip ha per il Comune un triplice obiettivo: razionalizzare «le spese di beni e servizi, semplificare e rendere più rapide le procedure e creare una piattaforma di convergenza tra mercati e innovazione. Inoltre - chiude Baraldi - , ci ha consentito di non spendere risorse per fare bendi. Le procedure sono gestite da Consip».
Veronica Capucci
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