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Travolto sulle strisce, muore il “Calzolaio”

Travolto sulle strisce, muore il “Calzolaio”

Vittima Antonio Travagli, 83 anni. L’incidente vicino al negozio. La figlia: ho visto, ma solo dopo ho saputo che era mio padre

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Un lenzuolo bianco a terra, un parabrezza sfondato, un giovane che piange abbracciato alla mamma. L’anno nuovo è iniziato da pochi giorni e già si conta la prima vittima della strada. Antonio Travagli, 83 anni, artigiano ben conosciuto in città per l’attività di calzolaio che svolgeva in via Bologna da una trentina d’anni, è stato investito da un’automobile mentre attraversava la strada a piedi.

L’incidente è avvenuto ieri sera, pochi minuti dopo le 18. Una “Golf” condotta da un giovane di 23 anni che percorreva via Bologna verso la periferia l’ha caricato sul cofano all’altezza delle strisce pedonali, davanti al ristorante giapponese nei pressi del McDonald’s. Un colpo micidiale: il pedone ha sbattuto violentemente la testa contro il parabrezza e l’ha mandato in frantumi. Il trauma non gli ha lasciato scampo. Il colpo ha visibilmente ammaccato anche la parte anteriore del veicolo, che ha proseguito la marcia per quasi 25 metri prima di fermarsi sul lato sinistro della corsia. Il corpo è stato sbalzato sul cofano e poi è rotolato a terra.

Le condizioni dell’ottantatreenne sono apparse subito disperate. Immediatamente è stato allertato il “118” che ha inviato sul posto un’automedica.

Il personale sanitario ha cercato a lungo di rianimare l’anziano ma il massaggio cardiaco e le manovre di soccorso non hanno avuto ragione della gravità delle lesioni.

Sull’asfalto non erano visibili, ieri sera, segni di frenata nè prima nè dopo la zona zebrata. L’incrocio, inoltre, è illuminato da due grandi lampioni e la strada in quel punto è molto trafficata. L’incidente è avvenuto davanti agli occhi di diversi testimoni. Tra le persone che hanno attraversato quel punto di via Bologna c’era, ieri sera, anche la figlia di Antonio Travagli, Maura. «A quell’ora stavo andando in negozio dai miei genitori - ha raccontato sconvolta poco dopo aver appreso la notizia - ho visto che era avvenuto quell’incidente, ma non sapevo che quella cosa fosse successa proprio a mio padre». Il locale che espone l’insegna “Il Calzolaio” si trova a una cinquantina di metri dal punto della tragedia. Antonio lo gestiva assieme alla moglie. «Era uscito per andare a prendere il caffè», ha aggiunto la figlia con un filo di voce. In negozio, per qualche minuto, lei ha rassicurato la madre credendo che l’auto avesse investito una donna. Un’ora dopo, putroppo, è arrivata la notizia che li informava che il lenzuolo bianco copriva proprio la salma del congiunto.

Sulla dinamica dell’incidente sono in corso gli accertamenti degli ispettori della polizia municipale, che hanno eseguito i rilievi e regolato il traffico. Sulle strisce pedonali è stato trovato un copricapo, un dettaglio che sembra confermare che lo scontro tra l’auto e il pedone è avvenuto proprio sulle strisce. Una fatale disattenzione potrebbe essere la causa della disgrazia.

Il giovane al volante della “Golf” è rimasto illeso. Ma appariva visibilmente sotto choc, tra le braccia dei genitori che cercavano di sostenerlo in un momento di angoscia, dolore e disperazione. A pochi metri risuonavano le urla della moglie di Travagli. «Lo sentivo che era successo a lui», continuava a ripetere inconsolabile tra le braccia della figlia e del figlio, Mauro, anche lui giunto sul luogo della tragedia, incredulo davanti a quel lenzuolo bianco e alla scena dell’incidente. Calzolaio come il padre (gestisce “Al Calzular”, a due chilometri di distanza dall’attività dei genitori, sempre in via Bologna), ha chiesto ai presenti: «Mio padre era sulle strisce, come è potuto succedere tutto questo?».

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