cento
«Centro storico in totale degrado»
Il consigliere d’opposizione Contri critico sulle scritte in Pinacoteca
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CENTO. «A due settimane dall’inizio del Carnevale, il centro storico di Cento e gli edifici pubblici di maggior interesse si trovano in uno stato di degrado aberrante». A sottolineare lo condizioni d’abbandono in cui si trovano alcuni punti del centro cittadino, è il consigliere d’opposizione Diego Contri. «L’amministrazione del sindaco Toselli, altrimenti detto “Temporeggiatore di Burana”, ha più volte dichiarato di vedere nel turismo un’opportunità per Cento. Peccato che – dice Contri - quelle rare occasioni, vengano sprecate, facendoci trovare impreparati».
Gli esempi: «Davanti al teatro, erbacce alte quasi un metro. La statua di San Michele, di fronte alla Collegiata, immersa nel degrado. La Pinacoteca è in uno stato di fatiscenza e sporcizia mai visti prima, con scritte sui muri che offendono la nostra città in bella vista da tempo. Eppure Toselli è corso a cancellare le scritte che lo riguardavano sulla Rocca, perché non cancella le altre con la stessa solerzia?».
L’invito di Contri è di «mobilitarsi per rendere Cento più gradevole ai turisti. Anche se da Centese, vorrei la mia città sempre pulita. Capisco che aver un sindaco che spera di andare a Roma, sia stata una scommessa. Ma quando si scommette, spesso si perde. Purtroppo però, perdere, oggi vuol dire veder impoverire e svilire la città». (be.ba.)
Gli esempi: «Davanti al teatro, erbacce alte quasi un metro. La statua di San Michele, di fronte alla Collegiata, immersa nel degrado. La Pinacoteca è in uno stato di fatiscenza e sporcizia mai visti prima, con scritte sui muri che offendono la nostra città in bella vista da tempo. Eppure Toselli è corso a cancellare le scritte che lo riguardavano sulla Rocca, perché non cancella le altre con la stessa solerzia?».
L’invito di Contri è di «mobilitarsi per rendere Cento più gradevole ai turisti. Anche se da Centese, vorrei la mia città sempre pulita. Capisco che aver un sindaco che spera di andare a Roma, sia stata una scommessa. Ma quando si scommette, spesso si perde. Purtroppo però, perdere, oggi vuol dire veder impoverire e svilire la città». (be.ba.)
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