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Hera: investimenti per 2,9 miliardi Salgono i dividendi

Hera: investimenti per 2,9 miliardi Salgono i dividendi

Il Piano industriale al 2021 di Hera prevede investimenti complessivi per 2,9 miliardi di euro, in aumento di circa 400 milioni rispetto al precedente documento strategico, che serviranno, spiega la...

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Il Piano industriale al 2021 di Hera prevede investimenti complessivi per 2,9 miliardi di euro, in aumento di circa 400 milioni rispetto al precedente documento strategico, che serviranno, spiega la multiutility, ad alimentare la crescita prevista nel quinquennio e «innestare la trasformazione del business verso nuovi paradigmi industriali dell’economia circolare e dell’utility 4.0». Una particolare attenzione sarà dedicata alla reti, destinati «all’evoluzione e all’ammodernamento attraverso l’adozione di tecnologie innovative», con l’obiettivo di «riconfermare le concessioni nei territori di riferimento del gruppo». Non si parla in specifico di reti idriche e di relative dispersioni né di illuminazione, ma questi sono i punti che più interessano i ferraresi. Hera peraltro si prepara ad affrontare le gare un po’ in tutti i settori, dal gas ai rifiuti, contando che queste dinamiche portino a «un’importante razionalizzazione del numero di operatori».

È stato approvato anche il preconsuntivo 2017 del gruppo, che consolida un margine operativo lordo a fine anno di circa 980 milioni, in crescita di quasi il 7% rispetto all’anno precedente e «superiore alle attese del precedente piano industriale» annota la multiutility. L’utile per azione è in crescita del 5%, e su questa base è stato definito il dividendo unitario che per il 2017 sarà di 9,5 cent, a salire fino a 10,5 cent nel 2021. Per il Comune di Ferrara, che resta azionista di Hera seppure con quote ridotte (0,088% la partecipazione detenuta direttamente, 1,627% quella attraverso la Holding Ferrara Servizi), si tratta di un introito comunque significativo: per l’anno appena concluso il dividendo complessivo sarà di 2.426.865 euro, destinato a crescere fino a 2.682.325 euro a fine periodo.

Ferrara non ha più un rappresentante nel consiglio di amministrazione di Hera: Sara Lorenzon, docente di diritto costituzionale a Unife, è stata eletta in quota Bologna. È il presidente esecutivo, Tomaso Tommasi di Vignano, a spiegare la strategia del Piano industriale: «Lo scenario di riferimento evidenzia profondi cambiamenti in tutti i settori di attività del gruppo e ci richiede un “cambio di marcia” per cogliere al meglio le opportunità che ci siamo preparati da tempo ad affrontare - spiega il presidente - Gli obiettivi sfidanti del Piano poggiano su solidi risultati fin qui concretizzati e che desideriamo proiettare verso un’ulteriore crescita da tutti i punti di vista, sia in termini dimensionali, sia di miglioramento della qualità, di profilo di rischio e di sostenibilità. I traguardi raggiunti, come dimostra anche il forecast 2017, ci consentono di prevedere una proiezione degli utili incrementale rispetto al precedente Piano, così come una crescente remunerazione agli azionisti con un ulteriore rialzo del dividendo».

Sottolineata la costruzione del primo impianto di biometano, che entrerà in funzione nel 2018 nel Bolognese, con l’utilizzo della frazione organica dei rifiuti e delle potature».

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