Quel necrologio scosse la città
«Ci ha lasciato nell'indifferenza generale dei passanti la mattina di domenica 14 febbraio, festa di San Valentino. Abbandonato in agonia in via Colombo, è morto di freddo». Era il 20 febbraio del...
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«Ci ha lasciato nell'indifferenza generale dei passanti la mattina di domenica 14 febbraio, festa di San Valentino. Abbandonato in agonia in via Colombo, è morto di freddo». Era il 20 febbraio del 2010, e sulla prima pagina della Nuova Ferrara campeggiava il necrologio di Sahid Belamel, quello che non aveva potuto avere ufficialmente. «Perché nessuno l'ha aiutato?», strillava il titolo sopra il viso di Sahid, un ragazzo con una felpa arancione. E quella pagina, piena di pietà e indignazione, riuscì a svegliare le coscienze e la stessa città: «La città non deve dimenticare», era l'appello lanciato quel sabato dalla Nuova Ferrara, sei giorni dopo la tragedia. E grazie alla Nuova, la città rispose con interventi del sindaco Tagliani, del vescovo Rabitti e Don Bedin. Ma anche di tanta gente che in piazza a Ferrara si strinse tutta assieme a “riscaldare” la memoria di Sahid.
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