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Un progetto per aiutare chi è in cura psichiatrica
Si chiama “Progetto di Peer education” all’interno dell’intervento precoce agli esordi e lo metteranno in atto gli operatori del Programma Esordi Psicotici dell’Asl di Ferrara, di cui la dottoressa...
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Si chiama “Progetto di Peer education” all’interno dell’intervento precoce agli esordi e lo metteranno in atto gli operatori del Programma Esordi Psicotici dell’Asl di Ferrara, di cui la dottoressa Raffaella Bertelli, medico psichiatra è coordinatrice. Il primo atto del progetto – ne seguirà infatti un secondo a cura dell’Asl - è sponsorizzato dal Rotary Club Ferrara e Rotary Ferrara Est e si rivolge a giovani dai 14 ai 35 anni che vanno incontro a problemi psicotici, vale a dire con alterazioni del senso della realtà, situazioni che portano a crisi che possono aver bisogno anche di ricovero ospedaliero. È ormai largamente evidenziato come la comunicazione tra pari di età, sia decisamente più efficace di quella tra generazioni diverse, da cui il programma di peer education ai giovani che regolarmente gli psichiatri/psicologi incontrano nella pratica clinica nell’intervento precoce all’esordio psicotico. È infatti previsto un ciclo di incontri di almeno 12 ore per la formazione ed il supporto dei ragazzi che hanno raggiunto una consapevolezza del proprio disagio, perché diventino tutor dei coetanei che sono entrati più recentemente nel Programma Esordi con i quali si scambieranno esperienze, consigli ed altro. Gli obiettivi sono diversi: sensibilizzare alla prevenzione ed alla ricaduta e la condivisione delle esperienze alla pari, la promozione dell’auto–mutuo aiuto. Fra i contenuti, invece, l’attivazione di training specifici di abilità sociali, informazioni su cosa si sa rispetto all’esordio psicotico e sul ruolo delle sostanze psicoattive. Per i luoghi scelti per gli incontri quindicinali e di un’ora e mezza, sono stati privilegiati ambienti non psichiatrici, quali una sala del Palazzo Turchi di Bagno messa a disposizione dal Rotary, dove il progetto avrà inizio prossimamente, con gruppi di al massimo 8/9 persone e due operatori.
Margherita Goberti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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