La Nuova Ferrara

Ferrara

interviste ai ferraresi 

Un reportage nel mito alla ricerca delle nostre radici

«Cosa rappresenta la cultura classica per te?»Come risponderebbero persone comuni a questa domanda? I ragazzi della IVB si sono cimentati in un’interessante intervista che mira all’analisi del punto...

2 MINUTI DI LETTURA





«Cosa rappresenta la cultura classica per te?»

Come risponderebbero persone comuni a questa domanda? I ragazzi della IVB si sono cimentati in un’interessante intervista che mira all’analisi del punto di vista delle persone esterne a questa realtà e alla valutazione del livello generale di conoscenze classiche.

Sono state rivolte domande che, se per i classicisti sono scontate, risultano ostiche agli intervistati; alla domanda sul mito del vaso di Pandora che, scoperchiato, liberò tutti i mali del mondo, trattenendo soltanto la speranza, nessuno ha risposto in modo esaustivo.

Ma, se da una parte hanno dimostrato una scarsa conoscenza del mondo antico, hanno tuttavia riconosciuto l’importanza rivestita dai temi chiave dei miti nella società contemporanea, in quanto radici delle nostre strutture sociali. Il tentativo di dare una chiave di interpretazione ai miti - questi sconosciuti - è proprio il presupposto per sviluppare quella forma mentis volta all’analisi critica e consapevole della società odierna, trasmessa dal percorso di studi classici.

I cittadini ferraresi si sono quindi inconsapevolmente calati nell’ottica propria dei giovani realizzatori del reportage, e hanno capito il valore che ancora oggi esercita la cultura classica. Al contrario, le stesse domande, rivolte agli studenti che si sono riuniti in occasione della Notte del Classico, hanno dato esiti diversi e ci hanno raccontato cosa rappresenta per loro il percorso liceale.

«In questi anni di “studio matto e disperatissimo” passati al liceo Ariosto ho imparato che recidere il legame con il passato rappresenta per chiunque, singolo o civiltà, un impoverimento radicale. Ho imparato a essere cittadino del mondo e a vedere nell'Antico un fedele interlocutore. Ho imparato a entrare nell'ottica di chi non conosce resa e ad affrontare eroicamente e al contempo umilmente qualsiasi ostacolo. Ho imparato a conoscere me stesso e a vivere più di una vita».

Con queste sentite parole che hanno aperto la serata, Khalil Zantou, vincitore del premio annuale “Maria Teresa Ronchi”, è riuscito a dar voce a noi classicisti e a incarnare l’essenza della Notte del Classico.

Ines Ammirati(V X)

Isabella Greghi (III Q)

Laura Oppi (III B)



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google