sicurezza
Il Reno preoccupa, altra diga di tronchi sotto il ponte Bastia
San Biagio d’Argenta, ostruite due delle tre campate. Il livello del fiume è basso ma la corrente erode la sponda
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SAN BIAGIO D’ARGENTA. Torna a preoccupare la situazione del Reno, in località Ponte Bastia, nell’Argentano. Tra i piloni del ponte tronchi, rami e rifiuti trasportati dal fiume hanno formato ancora una volta una grande diga. E come al solito, si punta il dito sulla pericolosità del fiume, il cui alveo è intasato sempre più da un’incontrollata vegetazione. Alberi “intoccabili” per il vincolo paesaggistico che finiscono in acqua e che pian piano, la correnti trasporta fra i piloni del ponte a San Biagio d’Argenta. E ieri mattina, alcuni cittadini hanno segnalato la pericolosità di questa situazione, soprattutto in considerazione del fatto che la “diga” si è formata nonostante il livello dell’acqua sia basso.
«La cosa più incredibile - ha fatto notare una persona residente a Filo e profondo conoscitore del territorio - è che durante l’ultima bonifica di alcuni mesi fa, hanno raccolto la legna dall’acqua poi l’hanno lasciata a monte del ponte, sulla golena. Con la prossima piena verrà di nuovo ricacciata contro il ponte e quindi siamo punto e a capo».
La legna che si è incastrata tra i piloni del ponte - e sulla quale “veleggiano” due bombole di gpl - sta ostruendo due delle tre arcate interessate al momento dal flusso dell’acqua. E se dalla parte della sponda argentana la corrente non riesce a passare per la presenza dei tronchi, l’acqua trova sfogo solamente sotto l’arcata “romagnola”.
Le conseguenze sono ben visibili a valle del ponte e più precisamente nell’erosione che i vortici d’acqua stanno causando al piede dell’argine destro. La diga di legna ha dimensione pari a quelle formatesi gli anni scorsi, quando il fiume in piena ha trascinato a valle tronchi di dimensioni tali da far scattare gli interventi di somma urgenza e della protezione civile.
Sulle soluzioni al problema, il sindaco di Argenta Antonio Fiorentini, ha sollecitato un faccia faccia con la Regione, soprattutto per tentare di trovare una soluzione sia per la fitta vegetazione sia per le tane di volpe, istrice e nutrie.
La Regione, dal canto suo, in considerazione di quanto è capitato a Parma, Reggio Emilia e Modena con lo straripamento dell’Enza, ha svolto sopralluoghi anche lungo l’asta del Reno, riscontrando varie frane e ora su sta cercando di capire quanti fondi elargirà il ministero. Intanto, però, il corso del Reno è ancora una volta ostruito da una diga di legna.(g.c.)
«La cosa più incredibile - ha fatto notare una persona residente a Filo e profondo conoscitore del territorio - è che durante l’ultima bonifica di alcuni mesi fa, hanno raccolto la legna dall’acqua poi l’hanno lasciata a monte del ponte, sulla golena. Con la prossima piena verrà di nuovo ricacciata contro il ponte e quindi siamo punto e a capo».
La legna che si è incastrata tra i piloni del ponte - e sulla quale “veleggiano” due bombole di gpl - sta ostruendo due delle tre arcate interessate al momento dal flusso dell’acqua. E se dalla parte della sponda argentana la corrente non riesce a passare per la presenza dei tronchi, l’acqua trova sfogo solamente sotto l’arcata “romagnola”.
Le conseguenze sono ben visibili a valle del ponte e più precisamente nell’erosione che i vortici d’acqua stanno causando al piede dell’argine destro. La diga di legna ha dimensione pari a quelle formatesi gli anni scorsi, quando il fiume in piena ha trascinato a valle tronchi di dimensioni tali da far scattare gli interventi di somma urgenza e della protezione civile.
Sulle soluzioni al problema, il sindaco di Argenta Antonio Fiorentini, ha sollecitato un faccia faccia con la Regione, soprattutto per tentare di trovare una soluzione sia per la fitta vegetazione sia per le tane di volpe, istrice e nutrie.
La Regione, dal canto suo, in considerazione di quanto è capitato a Parma, Reggio Emilia e Modena con lo straripamento dell’Enza, ha svolto sopralluoghi anche lungo l’asta del Reno, riscontrando varie frane e ora su sta cercando di capire quanti fondi elargirà il ministero. Intanto, però, il corso del Reno è ancora una volta ostruito da una diga di legna.(g.c.)
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