La nuova verità sulla Coopcostruttori, 15 anni dopo il crac
A Bologna la sentenza di appello del processo per bancarotta
FERRARA. Siamo entrati nel 15° anno dopo il crac CoopCostruttori e solo oggi, davanti alla Corte d’appello di Bologna, si avrà la nuova verità sul buco della Cooperativa argentana. Una verità che prevede tre opzioni. La prima: i giudici sono chiamati a pronunciarsi sulla richiesta di condanne che l’accusa (il pg Nicola Proto) ha rinnovato ai giudici per la bancarotta fraudolenta. Mentre - seconda opzione - sul fronte opposto le difese chiedono l’assoluzione per i 19 imputati a fronte dei risultati dei vari gradi del processo, giunto in Cassazione che ha “bocciato” sonoramente l’impianto d’accusa e poi tornato in appello al processo di oggi. Ultima delle tre opzioni, quella più ardita per i giudici, ai quali è stato chiesto dall’accusa di rifare integralmente il processo, con una perizia contabile che dica che il crac c’era eccome perchè i bilanci della Coop erano falsi o falsificati e con la nuova audizione dei periti che fecero i conti alla Coop. Verità che, ad onor di cronaca, tutti giudici dal primo grado fino alla Cassazione hanno più o meno confermato.
Oggi dopo una serie di udienze e i soliti rinvii per cavilli procedurali è prevista la conclusione , o meglio la decisione su queste tre opzioni: per un processo infinito ed estenuante, tanto che gli ex soci Coopcostruttori parlano senza mezzi termini di assurdità, visto che ancora oggi dopo il crac del 2003, ad oltre 14 anni di distanza non c’è ancora una verità giudiziaria. Dall’altra parte o meglio in mezzo al processo tra accusa e difese che si confrontano ci sono le vite e le sorti di oltre 3000 famiglie dell’Argentano e del Ferrarese che investivano i propri risparmi nelle casse della Coop: la verità giudiziaria interessa molto a tutti loro «almeno quella che uscirà» dicono per sfinimento: «perchè dei nostri soldi ormai non ci speriamo e non ci curiamopiù». (d.p.)
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