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Project financing esame concluso: si torna a trattare

Project financing esame concluso: si torna a trattare

La commissione ospedale-Prog.Este ha concluso i lavori Divergenze al tavolo. Il costo varia dai 35 ai 45 milioni l’anno

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Il 2018 sarà probabilmente l’anno dell’entrata a regime del contratto di project financing che regola i rapporti fra l’azienda ospedaliera e Prog.Este, il consorzio gestore dei servizi non sanitari. La commissione mista incaricata di rimettere mano al vecchio contratto steso a copertura del “prestito” di 45,1 milioni di euro concesso dalle imprese di costruzione per completare il Nuovo Sant’Anna ha ultimato il lavoro lo scorso novembre, ma è rimasta una divergenza di vedute tra le due componenti dell’organismo tecnico (ospedale e privati) sui futuri costi dei servizi.

«Entro fine gennaio convocherò Prog.Este (il presidente è Ruben Saetti, della Cmb di Carpi, ndr) per entrare nei dettagli della proposta di ridefinizione del contratto», annuncia il direttore generale del Sant’Anna, Tiziano Carradori. A consentire questo passaggio, precisa, è stata una legge del 2012 che riconosce il diritto di rinegoziare i patti stipulati tra pubblico e privato, come il project financing, «qualora si ravvisi un costo superiore dei servizi rispetto ai prezzi di riferimento del mercato».

La finanza di progetto, o project financing, garantisce al privato che ha finanziato, tutta o in parte, un’opera pubblica ricavi che rimborsino le imprese creditrici anche attraverso i proventi della gestione di servizi. Nel caso del Sant’Anna, la cui costruzione è costata - come ha dichiarato recentemente lo stesso Carradori - 284, 8 milioni, il consorzio delle imprese private ha sostenuto circa il 16% della spesa e ha avuto in cambio il controllo di servizi come la lavanderia, le pulizie, la sterilizzazione degli strumenti, la manutenzione degli impianti, la mensa etc. per 30 anni. Tra i servizi affidati al privato, che incassa un canone annuo oltre ai proventi ricavati dallo sfruttamento delle attività oggetto del contratto, c’è la sosta a pagamento. Prog.Este, per il 2014 e il 2015, aveva chiesto al Sant’Anna poco più di 900mila euro, equivalenti alla somma degli incassi presunti e non conseguiti a causa della mancata attivazione della sosta a tariffa, ripuliti dalle spese di gestione. Un importo assorbito a fine 2015 all’interno di un contenzioso economico più ampio, transato col versamento al consorzio di 6,2 milioni. Il valore economico del project financing è molto rilevante: tra i 35 e i 45 milioni di euro l’anno, se si calcolano insieme canone di disponibilità (intorno ai 5 milioni di euro)e diritto di sfruttamento dei servizi. Esborsi - sul cui importo non ci sono conferme ufficiali ma indiscrezioni - che proiettati su una scadenza trentennale possono comportare copiosi risparmi o consistenti aggravi di spesa a seconda che il valore annuale si collochi più vicino all’estremo più basso o a quello più alto della fascia. La questione viene seguita assiduamente dal M5S in Regione: da anni interpella la giunta e ha chiesto di avere in visione i documenti relativi al contratto. La Cgil, intanto, chiede se il project financing è soggetto al nuovo protocollo sugli appalti. «Parliamo di un contratto e va rispettato - risponde il Sant’Anna - la legge ci dà la possibilità di rinegoziarlo relativamente all’aspetto della congruità dei costi. Solo se cambiano le leggi che regolano questi accordi o per inadempienza il patto può essere rescisso». (gi.ca.)



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