S. Anna, 300 antenne per ridestare i cellulari
L’azienda ospedaliera ha affidato la concessione a Telecom Italia Una rete indoor riattiverà il segnale nelle zone attualmente non coperte
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FERRARA. Sarà una rete invisibile, formata da circa 300 piccole antenne, a ridare voce ai cellulari muti per assenza di “campo” nei corridoi e nelle corsie dell’ospedale Sant’Anna. La presenza di zone non coperte da segnale telefonico è nota dal giorno del trasloco a Cona e rappresenta da oltre cinque anni uno dei ricorrenti motivi di lamentela da parte dell’utenza. Da un paio d’anni l’azienda ospedaliera ha iniziato ad interessarsi al problema alla ricerca di una soluzione concreta che è stata individuata, in collaborazione con i tecnici di Telecom Italia, in un sistema di piccole antenne indoor in grado di risvegliare i telefoni mobili che non riescono più a collegarsi con l’esterno quando varcano gli accessi di alcuni settori dell’istituto di degenza.
Sarà Telecom Italia ad installare i dispositivi in grado di riattivare i cellulari anche nelle zone dell’ospedale dove il segnale oggi è assente o instabile, perché, come scrive la stessa azienda ospedaliera, «attualmente la struttura non dispone di una idonea copertura per l’adeguamento telefonico; a tal fine occorre installare un impianto Das (Distributed Antenna System), in parte acquisito tramite la convenzione IntercentER».
Le spese per l’introduzione del nuovo sistema di copertura saranno a carico di Telecom. L’impianto innerverà l’intero ospedale e sarà costituito da una Master Unit centrale collocata nel piano sotterraneo, da 19 apparati di diramazione “Remote Unit” e da un numero massimo di 292 piccole antenne derivate dalle postazioni remote. Il progetto è stato “validato” dal Servizio tecnico interaziendale Asl-Sant’Anna, la concessione avrà una durata di cinque anni rinnovabili. Il nuovo sistema di potenziamento del servizio (fino ad oggi basato sull’ombrello elettromagnetico originato da antenne esterne) dovrebbe finalmente risolvere un problema che negli oltre cinque anni e mezzo di attività del nuovo ospedale di fatto ha isolato e continua ad isolare rispetto all’esterno pazienti, visitatori, fornitori e altre tipologie di utenza.
Un problema soprattutto per le persone più anziane, che per entrare in contatto con i familiari sono spesso costrette a vagare per le corsie dell’azienda ospedaliera alla ricerca di un impulso che ridia vita al cellulare, senza distinzioni di operatore telefonico. La “Nuova Ferrara”, alla fine dell’anno scorso, ha effettuato un giro fra settori e piani del Sant’Anna “testando” anche alcune aree di degenza, per individuare i punti in cui la copertura del segnale risulta più debole. Una visita che ha “esplorato” solo una parte dei percorsi pedonali disponibili alla ricerca del segnale di due società telefoniche: “Wind” e “Vodafone”. E che ha confermato che in alcuni punti del grande complesso edilizio il segnale va e viene oppure semplicemente non c’è.
Mentre appariva ben servito il padiglione dell’accoglienza, davanti al bar del primo piano il “campo” compariva e spariva per entrambi gli operatori. I cellulari erano rimasti muti nel reparto di Endocrinologia (1C1), il segnale era resuscitato nei pressi della Chirurgia ambulatoriale e del Centro ipertensione e si era nuovamente eclissato a due passi dall’Ostetricia. Sui display apparivano diverse tacche di “campo” all’ingresso del pronto soccorso mentre in Oculistica (3C0) bisognava spostarsi di quale metro per fare una chiamata e Geriatria risultava off limits per la rete Wind. (gi.ca.)
Sarà Telecom Italia ad installare i dispositivi in grado di riattivare i cellulari anche nelle zone dell’ospedale dove il segnale oggi è assente o instabile, perché, come scrive la stessa azienda ospedaliera, «attualmente la struttura non dispone di una idonea copertura per l’adeguamento telefonico; a tal fine occorre installare un impianto Das (Distributed Antenna System), in parte acquisito tramite la convenzione IntercentER».
Le spese per l’introduzione del nuovo sistema di copertura saranno a carico di Telecom. L’impianto innerverà l’intero ospedale e sarà costituito da una Master Unit centrale collocata nel piano sotterraneo, da 19 apparati di diramazione “Remote Unit” e da un numero massimo di 292 piccole antenne derivate dalle postazioni remote. Il progetto è stato “validato” dal Servizio tecnico interaziendale Asl-Sant’Anna, la concessione avrà una durata di cinque anni rinnovabili. Il nuovo sistema di potenziamento del servizio (fino ad oggi basato sull’ombrello elettromagnetico originato da antenne esterne) dovrebbe finalmente risolvere un problema che negli oltre cinque anni e mezzo di attività del nuovo ospedale di fatto ha isolato e continua ad isolare rispetto all’esterno pazienti, visitatori, fornitori e altre tipologie di utenza.
Un problema soprattutto per le persone più anziane, che per entrare in contatto con i familiari sono spesso costrette a vagare per le corsie dell’azienda ospedaliera alla ricerca di un impulso che ridia vita al cellulare, senza distinzioni di operatore telefonico. La “Nuova Ferrara”, alla fine dell’anno scorso, ha effettuato un giro fra settori e piani del Sant’Anna “testando” anche alcune aree di degenza, per individuare i punti in cui la copertura del segnale risulta più debole. Una visita che ha “esplorato” solo una parte dei percorsi pedonali disponibili alla ricerca del segnale di due società telefoniche: “Wind” e “Vodafone”. E che ha confermato che in alcuni punti del grande complesso edilizio il segnale va e viene oppure semplicemente non c’è.
Mentre appariva ben servito il padiglione dell’accoglienza, davanti al bar del primo piano il “campo” compariva e spariva per entrambi gli operatori. I cellulari erano rimasti muti nel reparto di Endocrinologia (1C1), il segnale era resuscitato nei pressi della Chirurgia ambulatoriale e del Centro ipertensione e si era nuovamente eclissato a due passi dall’Ostetricia. Sui display apparivano diverse tacche di “campo” all’ingresso del pronto soccorso mentre in Oculistica (3C0) bisognava spostarsi di quale metro per fare una chiamata e Geriatria risultava off limits per la rete Wind. (gi.ca.)
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