Soldi agli alberghi per ospitare profughi Ascom: così non va
Il bando Asp scatena l’affondo dei commercianti Il direttore Urban: nessuna strategia di riqualificazione
3 MINUTI DI LETTURA
I fondi per l’ospitalità ai migranti nelle strutture ricettive fanno infuriare l’Ascom, aprendo un fronte delicato per il potere locale in vista delle elezioni. «Mentre a Rimini si studia un mega intervento per rifare il look al lungomare (che è bello anche così com’è oggi) a Ferrara 15 milioni di bando per ristrutturare strutture ricettive e finalizzarle all’accoglienza dei migranti! Lasciatemi dire che così non funziona, non funziona per niente!» è stato l’affondo via social di Davide Urban, direttore dell’associazione commercianti, postato ieri mattina assieme agli articoli di giornale sulla maxi-operazione studiata dal riminesi per far sparire le auto dal lungomare e trasformarlo in un polmone verde. «Un progetto di ampio respiro, che dimostra una visione della città proiettata nel futuro: a Ferrara da molti anni non si vede nulla di tutto questo» ha poi rincarato la dose Urban.
In realtà il bando cui faceva riferimento il direttore Ascom non è mirato a investimenti pro-migranti in alberghi e pensioni, ma all’ospitalità dei richiedenti asilo in strutture già esistenti. Si tratta di una gara Asp pubblicata il 10 gennaio, «per selezionare più fornitori ai quali affidare servizi di accoglienza di richiedenti protezione internazionale, compresi quelli già ospitati presso centri della provincia di Ferrara», che si articola in quattro punti. L’ospitalità, appunto, in alberghi, agriturismi e residenze vacanze, ma anche in civili abitazioni e «strutture comunitarie dedicate all’accoglienza per adulti»; poi si mette a bando il trasporto migranti dall’hub di Bologna a Ferrara, la mediazione culturale/linguistica e percorsi di formazione e inclusione lavorativa. Si specifica tra l’altro che verrà data priorità all’ospitalità in case e solo «in fase emergenziale o comunque in modo residuale agli alberghi», tant’evvero che i finanziamenti sono in gran parte convogliati sulla prima tipologia: oltre 13 milioni, suddivisi in due periodi, contro gli 1,4 milioni riservati ad alberghi e agriturismi. Residuale l’importo per gli altri servizi, visto che ci sono 32.500 euro per il trasporto, 1.934 per la mediazione culturale e linguistica, 90.600 per l’inclusione lavorativa e formazione.
L’annotazione non smuove più di tanto Urban: «Restano i rilievi di fondo alle politiche locali nei confronti delle strutture turistiche. A Ferrara si spinge ad ospitare profughi, come fanno anche altrove, senza però sostenere adeguatamente le riqualificazioni e i tentativi di rilancio, come testimoniano anche le strutture che restano chiuse. L’unica linea di finanziamento attivata negli ultimi anni sono i Por Fesr, ma da parte della Regione su fondi europei, mentre la legge 40 non è stata più rifinanziata. Diverso l’atteggiamento nei confronti del commercio, visto che le risorse della legge 41 sono sempre state a disposizione». Il direttore di Confcommercio ne approfitta per un affondo sulla questione dell’Ostello Estense, da anni occupato per metà dai migranti: «A Bologna stanno costruendo un nuovo ostello di lusso, in grado di far concorrenza anche agli alberghi. Si tratta di strutture molto importanti per sviluppare il turismo giovanile, e la scelta di Ferrara anche in questo caso va in una direzione diversa».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In realtà il bando cui faceva riferimento il direttore Ascom non è mirato a investimenti pro-migranti in alberghi e pensioni, ma all’ospitalità dei richiedenti asilo in strutture già esistenti. Si tratta di una gara Asp pubblicata il 10 gennaio, «per selezionare più fornitori ai quali affidare servizi di accoglienza di richiedenti protezione internazionale, compresi quelli già ospitati presso centri della provincia di Ferrara», che si articola in quattro punti. L’ospitalità, appunto, in alberghi, agriturismi e residenze vacanze, ma anche in civili abitazioni e «strutture comunitarie dedicate all’accoglienza per adulti»; poi si mette a bando il trasporto migranti dall’hub di Bologna a Ferrara, la mediazione culturale/linguistica e percorsi di formazione e inclusione lavorativa. Si specifica tra l’altro che verrà data priorità all’ospitalità in case e solo «in fase emergenziale o comunque in modo residuale agli alberghi», tant’evvero che i finanziamenti sono in gran parte convogliati sulla prima tipologia: oltre 13 milioni, suddivisi in due periodi, contro gli 1,4 milioni riservati ad alberghi e agriturismi. Residuale l’importo per gli altri servizi, visto che ci sono 32.500 euro per il trasporto, 1.934 per la mediazione culturale e linguistica, 90.600 per l’inclusione lavorativa e formazione.
L’annotazione non smuove più di tanto Urban: «Restano i rilievi di fondo alle politiche locali nei confronti delle strutture turistiche. A Ferrara si spinge ad ospitare profughi, come fanno anche altrove, senza però sostenere adeguatamente le riqualificazioni e i tentativi di rilancio, come testimoniano anche le strutture che restano chiuse. L’unica linea di finanziamento attivata negli ultimi anni sono i Por Fesr, ma da parte della Regione su fondi europei, mentre la legge 40 non è stata più rifinanziata. Diverso l’atteggiamento nei confronti del commercio, visto che le risorse della legge 41 sono sempre state a disposizione». Il direttore di Confcommercio ne approfitta per un affondo sulla questione dell’Ostello Estense, da anni occupato per metà dai migranti: «A Bologna stanno costruendo un nuovo ostello di lusso, in grado di far concorrenza anche agli alberghi. Si tratta di strutture molto importanti per sviluppare il turismo giovanile, e la scelta di Ferrara anche in questo caso va in una direzione diversa».
Stefano Ciervo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
