sindacati in allarme dopo il taglio dei posti letto
«All’ospedale Salus è a rischio la qualità dell’assistenza»
Chiedono chiarezza sul futuro del personale della Salus, ma anche su un pezzo importante della sanità cittadina. I sindacati della funzione pubblica di Cgil e Cisl e le Rsu aziendali stanno seguendo...
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Chiedono chiarezza sul futuro del personale della Salus, ma anche su un pezzo importante della sanità cittadina. I sindacati della funzione pubblica di Cgil e Cisl e le Rsu aziendali stanno seguendo con preoccupazione la situazione dei lavoratori dell’ospedale privato, accreditato in convenzione con l’Asl.
Dal 10 novembre, da quando sono stati chiusi «improvvisamente e senza alcuna comunicazione» i posti letto del terzo piano, infermieri e operatori socio sanitari sono stati spostati nella struttura per anziani Santa Chiara, dello stesso proprietario, e da allora la situazione procede «nell’incertezza assoluta - scrivono i sindacati - riguardo i posti letto presenti in Salus. Che tradotto significa incertezza di posti di lavoro». Gli operatori al momento non sono tornati al loro posto ma, soprattutto, «la gestione del personale è approssimativa e giornaliera a seconda dei posti letto occupati».
Un tipo di organizzazione che, se è «a vantaggio esclusivo delle casse di Salus, porta sicuramente importanti disagi nella qualità dell’assistenza al paziente e costringe Oss e infermieri a lavorare in condizioni inadeguate». Tanto più in un periodo come questo in cui «i pazienti aumentano improvvisamente a causa dell’epidemia influenzale e le forze in campo sono poche».
A questo si aggiunge che «le lavoratrici e i lavoratori vengono pagati in ritardo, più volte non ricevono lo stipendio il giorno stabilito, hanno ricevuto la tredicesima in ritardo e suddivisa in due rate, i versamenti del Tfr nei vari fondi scelti dal lavoratore non vengono effettuati».
Un quadro preoccupante, di fronte al quale i sindacati chiedono non solo un chiarimento con l’azienda, in occasione dell’incontro con la direzione in programma il 18 gennaio, ma anche un intervento da parte della politica e una maggiore responsabilità da parte dell’Asl «nel controllo e verifica della struttura in convenzione».
Con forze in campo ridotte, ribadiscono i sindacati, la qualità assistenziale «sarà difficile da mantenere», e per questo già tre anni fa da parte di Cgil e Cisl e delle Rsu «era stato richiesto a tutti i tavoli di trattativa un aumento della dotazione organica, in particolare degli Oss, ma questa richiesta non è mai stata accolta». Un fatto grave, che impoverisce una struttura che pur incide per ben 117 posti letto nella sanità ferrarese.
«È vero che il personale corrisponde ai requisiti dell’accreditamento che definiscono il numero minimo di personale, ma questi numeri vanno integrati con le necessità reali. La Salus riceve soldi pubblici e deve garantire lo stesso livello di qualità degli ospedali pubblici».
Da qui le sollecitazioni alla politica e alle aziende Asl e Sant’Anna. La prima, «per chiarire come si pensa di integrare in modo costruttivo sanità privata e sanità pubblica».
Le aziende ospedaliero-sanitarie, da parte loro, devono spiegare «le scelte che verranno fatte in futuro sulla gestione dei posti letto, della diagnostica e dell’attività chirurgica, tenendo conto dell’esistenza dei due ospedali privati presenti sul territorio, Salus e Quisisana».
Dal 10 novembre, da quando sono stati chiusi «improvvisamente e senza alcuna comunicazione» i posti letto del terzo piano, infermieri e operatori socio sanitari sono stati spostati nella struttura per anziani Santa Chiara, dello stesso proprietario, e da allora la situazione procede «nell’incertezza assoluta - scrivono i sindacati - riguardo i posti letto presenti in Salus. Che tradotto significa incertezza di posti di lavoro». Gli operatori al momento non sono tornati al loro posto ma, soprattutto, «la gestione del personale è approssimativa e giornaliera a seconda dei posti letto occupati».
Un tipo di organizzazione che, se è «a vantaggio esclusivo delle casse di Salus, porta sicuramente importanti disagi nella qualità dell’assistenza al paziente e costringe Oss e infermieri a lavorare in condizioni inadeguate». Tanto più in un periodo come questo in cui «i pazienti aumentano improvvisamente a causa dell’epidemia influenzale e le forze in campo sono poche».
A questo si aggiunge che «le lavoratrici e i lavoratori vengono pagati in ritardo, più volte non ricevono lo stipendio il giorno stabilito, hanno ricevuto la tredicesima in ritardo e suddivisa in due rate, i versamenti del Tfr nei vari fondi scelti dal lavoratore non vengono effettuati».
Un quadro preoccupante, di fronte al quale i sindacati chiedono non solo un chiarimento con l’azienda, in occasione dell’incontro con la direzione in programma il 18 gennaio, ma anche un intervento da parte della politica e una maggiore responsabilità da parte dell’Asl «nel controllo e verifica della struttura in convenzione».
Con forze in campo ridotte, ribadiscono i sindacati, la qualità assistenziale «sarà difficile da mantenere», e per questo già tre anni fa da parte di Cgil e Cisl e delle Rsu «era stato richiesto a tutti i tavoli di trattativa un aumento della dotazione organica, in particolare degli Oss, ma questa richiesta non è mai stata accolta». Un fatto grave, che impoverisce una struttura che pur incide per ben 117 posti letto nella sanità ferrarese.
«È vero che il personale corrisponde ai requisiti dell’accreditamento che definiscono il numero minimo di personale, ma questi numeri vanno integrati con le necessità reali. La Salus riceve soldi pubblici e deve garantire lo stesso livello di qualità degli ospedali pubblici».
Da qui le sollecitazioni alla politica e alle aziende Asl e Sant’Anna. La prima, «per chiarire come si pensa di integrare in modo costruttivo sanità privata e sanità pubblica».
Le aziende ospedaliero-sanitarie, da parte loro, devono spiegare «le scelte che verranno fatte in futuro sulla gestione dei posti letto, della diagnostica e dell’attività chirurgica, tenendo conto dell’esistenza dei due ospedali privati presenti sul territorio, Salus e Quisisana».
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