tagliani risponde a urban sugli investimenti turistici
«Ascom critica, le proposte in programmi elettorali?»
Soldi agli alberghi per ospitare migranti invece che per riqualificare a fini turistici? L’affondo di Davide Urban (Ascom) che parte dal maxi-investimento di Rimini per la riqualificazione del...
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Soldi agli alberghi per ospitare migranti invece che per riqualificare a fini turistici? L’affondo di Davide Urban (Ascom) che parte dal maxi-investimento di Rimini per la riqualificazione del lungomare, ha provocato un’articolata risposta del sindaco Tiziano Tagliani. «Non capisco cosa c’entri il turismo con il bando migranti Asp», così Tagliani liquida la prima parte dell’affondo, per concentrarsi sul paragone con Rimini. Non prima, però, di aver ipotizzato un interesse elettorale per questi attacchi: «Ascom mi risulta non abbia prodotto una riga» sulle propote di pacchetti localizzativi di nuove imprese o sul Patto per il lavoro, «dobbiamo aspettarci presto un piano spiaggia o aspettiamo di leggerlo nei programmi di qualche candidato a sindaco?».
Il nocciolo del ragionamento di Tagliani è che Ferrara non è Rimini. Loro hanno milioni di villeggianti, con 7 milioni di euro di tassa di soggiorno, noi meno di 500mila turisti con 650mila euro d’introiti, peraltro contrastati dalle associazioni economiche. Poi «Ferrara non è mono culturale: l’università, l’agricoltura, il petrolchimico - solo per citarne alcune - fanno si che non si possa chiedere ai cittadini di puntare con le loro risorse alla promozione di un solo settore economico». Il sindaco lamenta poi una diversa coesione sul tema turismo: «Mai letto che una associazione abbia difeso gli investimenti sui contenitori culturali o sugli eventi cresciuti certamente in numero anche se non sempre in qualità». La stessa Camera di commercio non eroga i propri contributi al solo turismo e, è l’accusa a Urban, «non mi risulta che tu, che la frequenti più di me, abbia mai tacciato la Camera di carenza strategica, caso mai ci vorresti un romagnolo presidente, ma questa è un’altra storia direbbe Lucarelli». Se infine Rimini investe 133 milioni di euro sul parco del mare, Ferrara risponde con la riqualificazione del centro, «hai presente quanto abbiamo investito a Ferrara su: piazza Trento Trieste-Massari-Schifanoia- Diamanti-Verdi- Mura-Meis- Castello Estense- Piazza Ariostea- San Paolo?».
La conclusione di Tagliani è un ideale collegamento con il suo programma elettorale, la Ferrara 2020, «una città inedita, che dal decennio esce rinnovata completamente, capace di una offerta culturale e turistica di primo livello, diversa da quella tumultuosa della costa, ma concreta e di sostanza, che si lascia alle spalle l’azzeramento del terremoto: non è un disegno strategico? A me pare gli somigli, senza tante chiacchiere, convegni, costosi incarichi professionali».
Senza contare che, è il corollario, la copertura finanziaria dell’intervento riminese è per un 20-25% dal Comune e per la restante parte di anticipi Hera, Romagna Acque e Amir, che saranno poi recuperati in tariffa in circa 25 anni, visto che si parte da esigenze di depurazione degli scarichi in Adriatico.
Il nocciolo del ragionamento di Tagliani è che Ferrara non è Rimini. Loro hanno milioni di villeggianti, con 7 milioni di euro di tassa di soggiorno, noi meno di 500mila turisti con 650mila euro d’introiti, peraltro contrastati dalle associazioni economiche. Poi «Ferrara non è mono culturale: l’università, l’agricoltura, il petrolchimico - solo per citarne alcune - fanno si che non si possa chiedere ai cittadini di puntare con le loro risorse alla promozione di un solo settore economico». Il sindaco lamenta poi una diversa coesione sul tema turismo: «Mai letto che una associazione abbia difeso gli investimenti sui contenitori culturali o sugli eventi cresciuti certamente in numero anche se non sempre in qualità». La stessa Camera di commercio non eroga i propri contributi al solo turismo e, è l’accusa a Urban, «non mi risulta che tu, che la frequenti più di me, abbia mai tacciato la Camera di carenza strategica, caso mai ci vorresti un romagnolo presidente, ma questa è un’altra storia direbbe Lucarelli». Se infine Rimini investe 133 milioni di euro sul parco del mare, Ferrara risponde con la riqualificazione del centro, «hai presente quanto abbiamo investito a Ferrara su: piazza Trento Trieste-Massari-Schifanoia- Diamanti-Verdi- Mura-Meis- Castello Estense- Piazza Ariostea- San Paolo?».
La conclusione di Tagliani è un ideale collegamento con il suo programma elettorale, la Ferrara 2020, «una città inedita, che dal decennio esce rinnovata completamente, capace di una offerta culturale e turistica di primo livello, diversa da quella tumultuosa della costa, ma concreta e di sostanza, che si lascia alle spalle l’azzeramento del terremoto: non è un disegno strategico? A me pare gli somigli, senza tante chiacchiere, convegni, costosi incarichi professionali».
Senza contare che, è il corollario, la copertura finanziaria dell’intervento riminese è per un 20-25% dal Comune e per la restante parte di anticipi Hera, Romagna Acque e Amir, che saranno poi recuperati in tariffa in circa 25 anni, visto che si parte da esigenze di depurazione degli scarichi in Adriatico.
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