Cinque imprese sospette nel mirino dell’Antimafia
Aziende edili e di progettazione inserite nel 2017 nella lista nera della Prefettura «Cresce il numero delle aziende per maggior controlli e una nuova sensibililtà»
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Cinque aziende che lavorano nel settore edile, di smaltimento rifiuti di cantieri e una nella progettazione sono definite sospette, in odore di mafie, e per questo escluse nel 2017 dalla white list della prefettura che raggruppa tutte ditte con il bollino antimafia regolare. Due di queste ditte erano già bandite nel 2016, poichè per loro è stata confermata nel 2017 l’esclusione dalla lista. E ancora, una delle 5 aziende in questione ha subito una interdittiva antimafia che prevede oltre l’esclusione dalla lista delle “buone” aziende anche il divieto assoluto di lavorare nella provincia di Ferrara con le amministrazioni pubbliche. Infine, delle 5 ditte inserite nella black list ferrarese nel 2017, una di queste (non ferrarese) è finita nella lista nera sulla base di decisioni adottate da altra prefettura mentre l’ultima da verifiche attivate dalla prefettura cittadina e dal Gruppo interforze (carabinieri, polizia e finanza) che vigila da anni sulle infiltrazioni di stampo mafioso e lavora per radiografare aziende, le loro commesse e i propri dipendenti. Questi i numeri del bilancio 2017 delle attività antimafia di primo livello che ha svolto la prefettura di Ferrara in continuità con i risultati degli anni scorsi, quando - ad esempio - nel 2016 erano state 4 le interdittive-dinieghi di iscrizione alla white list, e per 2 di queste aziende che avevano presentato ricorso, è stata confermata l’esclusione anche nel 2017. Dunque, le attività di controllo sono in continua evoluzione, visto che per una delle 4 ditte finite nel mirino degli investigatori nel 2016, dopo attenta verifica ed esame della documentazione sono stati revocati sia diniego che interdittiva. Dunque nell’arco di 2 anni (2016-2017), sono state 6 le aziende sospette in odore di mafie bandite dalla nostra provincia. Che è diventata terra di conquista, per la ricostruzione del dopo terremoto. Per questo motivo, il gruppo interforze della prefettura ha il compito di monitorare tutte le richieste di iscrizione nella apposita lista e i numeri delle aziende non regolari sono più o meno gli stessi da anni. Anche se a livello regionale i dati indicano un aumento del 40% di casi di interdittive- esclusione, interpretati come una crescita delle infiltrazioni. Gli addetti ai lavoro invitano alla cautela, poichè se è vero che il numero di aziende è cresciuto, spiegavano ieri dalla Prefettura di Ferrara - «è altrettanto vero che i controlli sono aumentati considerevolmente e soprattutto c’è una nuova sensibilità», anche nelle strutture non direttamente operative come le prefetture, all’interno delle quali vi sono uffici e funzionari specializzati in queste nuove procedure di controllo.
Daniele Predieri
Daniele Predieri
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