L’infermiere a domicilio come trovarlo col “bollino”
Dopo le liberalizzazioni delle tariffe il mercato non offre prezzi di riferimento Si può però verificare se un operatore è iscritto all’albo: ecco come si fa
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Gli addetti ai lavori spiegano che ci sono almeno tre motivi per cui, negli ultimi anni, è cresciuta la fame di servizi infermieristici a domicilio: l’invecchiamento della popolazione, la tendenza a ridurre i tempi di ospedalizzazione che ha fatto impennare il ricorso all’assistenza domiciliare offerta dai privati, e la velocità, spesso inadeguata, con cui il settore pubblico insegue i bisogni reali della popolazione. Si rafforza quindi l’esigenza di terapie a domicilio ma non sempre risulta agevole contattare un infermiere che offra la prestazione richiesta.
La professionalità. Chi cerca un professionista col “bollino”, provvisto dei titoli necessari e iscritto all’Albo degli infermieri può consultare il sito web della Federazione Ipasvi (Infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici di infanzia) che riunisce i Collegi provinciali degli infermieri (destinati ad essere denominati Ordini dopo la riforma approvata a fine 2017). Accedendo all’Albo e inserendo il nome e il cognome dell’operatore si può sapere se è uno dei circa 3mila iscritti della provincia di Ferrara o è comunque iscritto a un albo provinciale.
Le tariffe. Le liberalizzazioni attuate negli ultimi 10-12 anni hanno cancellato i riferimenti tariffari che fino al 2002 l’Ipasvi ha definito e approvato indicando il nome delle prestazioni e la fascia di prezzo compresa tra un valore minimo e uno massimo. La tabella Ipasvi, che contiene 122 nomi di prestazioni e i relativi costi, anche orari, può servire per quindi solo per avere un riferimento, ad esempio il costo di un’inezione (minimo 6 euro) o di una medicazione (minimo 13 euro se semplice, il doppio se complessa) o anche di un massaggio (minimo 16 euro). Ma si tratta di valori che oggi gli stessi operatori definiscono puramente “indicativi” e che non vincolano l’operatore. Perdipiù risalenti al 2002 e non aggiornati per l’entrata in vigore delle liberalizzazioni. La conferma che i prezzi di mercato sono soggetti ad una notevole variabilità arriva da un’infermiera professionale in pensione che oggi esegue in particolare iniezioni «per 5 euro», spiega, e «qualche clistere» «per 10 euro», mentre il vecchio tariffario fissava per quest’ultima prestazione un margine compreso fra 26 euro e 40.
Assistenza domiciliare. L’Asl eroga prestazioni in Assistenza domiciliare integrata fornite da infermieri professionali. È il medico di famiglia che segnala il caso al servizio; vengono assistiti in particolare pazienti con con patologie oncologiche, ammalati cronici, bambini con malattie croniche e persone disabili.
Le associazioni. Sul web è pubblicizzata una coop di infermieri, ostetriche e oss, denominata “Infermieri Ferrara”. È stato uno dei primi esempi, non solo locali, di impresa costituita grazie all’associazione di liberi professionisti.
La professionalità. Chi cerca un professionista col “bollino”, provvisto dei titoli necessari e iscritto all’Albo degli infermieri può consultare il sito web della Federazione Ipasvi (Infermieri professionali, assistenti sanitari e vigilatrici di infanzia) che riunisce i Collegi provinciali degli infermieri (destinati ad essere denominati Ordini dopo la riforma approvata a fine 2017). Accedendo all’Albo e inserendo il nome e il cognome dell’operatore si può sapere se è uno dei circa 3mila iscritti della provincia di Ferrara o è comunque iscritto a un albo provinciale.
Le tariffe. Le liberalizzazioni attuate negli ultimi 10-12 anni hanno cancellato i riferimenti tariffari che fino al 2002 l’Ipasvi ha definito e approvato indicando il nome delle prestazioni e la fascia di prezzo compresa tra un valore minimo e uno massimo. La tabella Ipasvi, che contiene 122 nomi di prestazioni e i relativi costi, anche orari, può servire per quindi solo per avere un riferimento, ad esempio il costo di un’inezione (minimo 6 euro) o di una medicazione (minimo 13 euro se semplice, il doppio se complessa) o anche di un massaggio (minimo 16 euro). Ma si tratta di valori che oggi gli stessi operatori definiscono puramente “indicativi” e che non vincolano l’operatore. Perdipiù risalenti al 2002 e non aggiornati per l’entrata in vigore delle liberalizzazioni. La conferma che i prezzi di mercato sono soggetti ad una notevole variabilità arriva da un’infermiera professionale in pensione che oggi esegue in particolare iniezioni «per 5 euro», spiega, e «qualche clistere» «per 10 euro», mentre il vecchio tariffario fissava per quest’ultima prestazione un margine compreso fra 26 euro e 40.
Assistenza domiciliare. L’Asl eroga prestazioni in Assistenza domiciliare integrata fornite da infermieri professionali. È il medico di famiglia che segnala il caso al servizio; vengono assistiti in particolare pazienti con con patologie oncologiche, ammalati cronici, bambini con malattie croniche e persone disabili.
Le associazioni. Sul web è pubblicizzata una coop di infermieri, ostetriche e oss, denominata “Infermieri Ferrara”. È stato uno dei primi esempi, non solo locali, di impresa costituita grazie all’associazione di liberi professionisti.
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