Pd, con Franceschini due candidati locali
Elezioni, dem verso la Direzione nel fine settimana con Marattin in bilico. Oggi voto M5s. FI pronta
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Si avvicina il tempo delle decisioni elettorali per i tre principali partiti, Pd, M5s e Forza Italia. I pentastellati hanno già fissato per oggi e domani le votazioni online sulla lista di candidati approvata dalla staff nazionale, ma le possibilità di emergere per i locali sono poche: all’assenza dei big, concentrati sulle Comunali 2019, si unisce il fatto che numericamente i militanti modenesi, bolognesi e romagnoli, che decideranno assieme ai ferraresi i quattro da inserire nei listini rispettivamente di Camera e Senato, sono più numerosi. Per quanto riguarda Forza Italia, il coordinatore regionale Massimo Palmizio ha annunciato di aver già pronta la lista dei candidati emiliani da presentare direttamente a Berlusconi: ci sarà sicuramente Paola Peruffo, visto che i coordinatori provinciali sono privilegiati nella gerarchia azzurra, forse per il listino proporzionale, con minori chance gli altri pretendenti.
Domani è convocata invece la Direzione nazionale del Partito democratico che definirà le regole della selezione, ma il clima di «emergenza nazionale» che si è creato attorno alla convention del Lingotto, e i tempi stretti, non lasciano molto spazio a consultazioni popolari. Si passerà insomma dalle Primarie 2012 al voto secco in Direzione provinciale, probabilmente entro il fine settimana, su una lista di candidati da sottoporre poi ai vertici nazionali, ai quali spetterà formalmente l’ultima parola. Una modalità che sta suscitando malumori soprattutto nel territorio, ed è prevedibile qualche intervento poco allineato nel dibattito, in particolare se le candidature proposte non premieranno anche il Medio e Basso Ferrarese. L’ipotesi non è per nulla peregrina, visto che la pattuglia ferrarese da presentare al cospetto di Renzi sarà già tra le più esigue di sempre, con 2-3 nomi “veri” da spendere, e che il ministro Dario Franceschini ha virtualmente occupato la casella più pregiata, cioè il collegio uninominale della Camera. C’è da aggiungere che nel seggio senatoriale chiamato Ferrara, al di là delle affermazioni combattive del segretario provinciale Luigi Vitellio («faremo in modo che Ferrara sia rappresentata»), non è affatto certo che sarà possibile respingere l’assalto dei bolognesi, che lo occupano per una buona metà. È poi molto probabile che il capolista del listino della Camera sia un modenese, con Ferrara a occupare quindi la seconda e forse la quarta posizione, ed è difficile un posto nel listino ferrarese-bolognese-romagnolo del Senato. Paola Boldrini ci sarà quasi sicuramente, non si sa in che posizione, per l’altro candidato si spendono i nomi dello stesso Vitellio, degli assessori Maisto e Modonesi (chi ci prova però rischia di essere bruciato nella corsa a sindaco); Luigi Marattin è considerato un “nazionale”, come Franceschini, e il pressing di questi giorni dei renziani della prima ora è indicativo sul rischio di esclusione. (s.c.)
Domani è convocata invece la Direzione nazionale del Partito democratico che definirà le regole della selezione, ma il clima di «emergenza nazionale» che si è creato attorno alla convention del Lingotto, e i tempi stretti, non lasciano molto spazio a consultazioni popolari. Si passerà insomma dalle Primarie 2012 al voto secco in Direzione provinciale, probabilmente entro il fine settimana, su una lista di candidati da sottoporre poi ai vertici nazionali, ai quali spetterà formalmente l’ultima parola. Una modalità che sta suscitando malumori soprattutto nel territorio, ed è prevedibile qualche intervento poco allineato nel dibattito, in particolare se le candidature proposte non premieranno anche il Medio e Basso Ferrarese. L’ipotesi non è per nulla peregrina, visto che la pattuglia ferrarese da presentare al cospetto di Renzi sarà già tra le più esigue di sempre, con 2-3 nomi “veri” da spendere, e che il ministro Dario Franceschini ha virtualmente occupato la casella più pregiata, cioè il collegio uninominale della Camera. C’è da aggiungere che nel seggio senatoriale chiamato Ferrara, al di là delle affermazioni combattive del segretario provinciale Luigi Vitellio («faremo in modo che Ferrara sia rappresentata»), non è affatto certo che sarà possibile respingere l’assalto dei bolognesi, che lo occupano per una buona metà. È poi molto probabile che il capolista del listino della Camera sia un modenese, con Ferrara a occupare quindi la seconda e forse la quarta posizione, ed è difficile un posto nel listino ferrarese-bolognese-romagnolo del Senato. Paola Boldrini ci sarà quasi sicuramente, non si sa in che posizione, per l’altro candidato si spendono i nomi dello stesso Vitellio, degli assessori Maisto e Modonesi (chi ci prova però rischia di essere bruciato nella corsa a sindaco); Luigi Marattin è considerato un “nazionale”, come Franceschini, e il pressing di questi giorni dei renziani della prima ora è indicativo sul rischio di esclusione. (s.c.)
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