«Per molti il pubblico resta una meta»
Rita Maricchio (Sant’Anna): ma chi non ci entra oggi ha più occasioni che in passato grazie al privato
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«Un infermiere professionale che svolge attività libero-professionale oggi dovrebbe richiedere minimo 25-30 euro all’ora. Questa dovrebbe essere una soglia da non superare al ribasso, se si tiene conto che un oss, che fornisce comunque un’assistenza importante a tante persone che necessitano di assistenza a domicilio, ne chiede 18-20».
A parlare è un infermiere professionale di 43 anni che chiede di non essere citato, lavora nel settore privato da molto tempo e conosce il mercato ma sottolinea che «oggi è molto difficile conoscere quanto viene pagata una prestazione reale svolta a domicilio». Perché, racconta, il peso del “nero” in questo settore è altissimo e a far concorrenza al professionista che ha tutte le carte in regola e paga le tasse c’è un vero esercito di operatori che si procura le commesse grazie al passaparola, al consiglio del medico di famiglia o del farmacista che ne conosce uno «bravo».
Molti di questi lavoratori sono in pensione, precisa l’infermiere, e continuano a fornire i loro servizi versando i contributi in forma ridotta: «È tutto regolare, previsto dalla legge, ma così possono applicare anche tariffe più basse». Tra le prestazioni più richieste dalla popolazione, aggiunge, ci sono le medicazioni, le iniezioni, l’intervento con cui si alza o si rimette a letto un paziente disabile, malato o non più autosufficiente. Alcuni servizi possono essere eseguiti indifferentemente anche da oss (operatori sanitari dell’assistenza), «dipende dalle condizioni dell’assistito. Se per esempio necessita di una flebo, è stomizzato o deve essere cateterizzato l’infermiere è la figura indicata».
A fine dicembre Asl e Sant’Anna hanno compilato, a Ferrara, la graduatoria con oltre 2mila nomi per l’accesso alle assunzioni a tempo indeterminato. «Per un infermiere professionale l’attrazione del servizio pubblico resta alta - afferma Rita Maricchio, dirigente delle professioni sanitarie del Sant’Anna - un’attività all’interno di un ospedale completa la formazione e fa crescere l’operatore. Molti infermieri, inoltre, cercano la stabilità del lavoro e il sistema pubblico rappresenta quindi un traguardo per molti di loro. C’è però una quota importante di operatori che si muove nel privato e che continuerà ad avere un ruolo importante in un ambito che, per varie ragioni, offre oggi sbocchi occupazioniali».
A parlare è un infermiere professionale di 43 anni che chiede di non essere citato, lavora nel settore privato da molto tempo e conosce il mercato ma sottolinea che «oggi è molto difficile conoscere quanto viene pagata una prestazione reale svolta a domicilio». Perché, racconta, il peso del “nero” in questo settore è altissimo e a far concorrenza al professionista che ha tutte le carte in regola e paga le tasse c’è un vero esercito di operatori che si procura le commesse grazie al passaparola, al consiglio del medico di famiglia o del farmacista che ne conosce uno «bravo».
Molti di questi lavoratori sono in pensione, precisa l’infermiere, e continuano a fornire i loro servizi versando i contributi in forma ridotta: «È tutto regolare, previsto dalla legge, ma così possono applicare anche tariffe più basse». Tra le prestazioni più richieste dalla popolazione, aggiunge, ci sono le medicazioni, le iniezioni, l’intervento con cui si alza o si rimette a letto un paziente disabile, malato o non più autosufficiente. Alcuni servizi possono essere eseguiti indifferentemente anche da oss (operatori sanitari dell’assistenza), «dipende dalle condizioni dell’assistito. Se per esempio necessita di una flebo, è stomizzato o deve essere cateterizzato l’infermiere è la figura indicata».
A fine dicembre Asl e Sant’Anna hanno compilato, a Ferrara, la graduatoria con oltre 2mila nomi per l’accesso alle assunzioni a tempo indeterminato. «Per un infermiere professionale l’attrazione del servizio pubblico resta alta - afferma Rita Maricchio, dirigente delle professioni sanitarie del Sant’Anna - un’attività all’interno di un ospedale completa la formazione e fa crescere l’operatore. Molti infermieri, inoltre, cercano la stabilità del lavoro e il sistema pubblico rappresenta quindi un traguardo per molti di loro. C’è però una quota importante di operatori che si muove nel privato e che continuerà ad avere un ruolo importante in un ambito che, per varie ragioni, offre oggi sbocchi occupazioniali».
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