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Trovata svenuta nei rovi Paura per una ragazza

di Annarita Bova
Trovata svenuta nei rovi Paura per una ragazza

San Giuseppe, è scesa dal bus e si è allontanata perché ha accusato un malore Individuata dai gestori dell’area di servizio e dai carabinieri dopo più di due ore 

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SAN GIUSEPPE. «L’abbiamo salvata, grazie anche all’intervento dei carabinieri». Una ragazza di vent’anni ha accusato un malore nella tarda serata di ieri nei pressi della colonnina di benzina Eni Caffé di San Giuseppe ed un primo momento sembrava sparita nel nulla.

A raccontare quanto accaduto la titolare dell’attività Cora Bonazza: «Alle 21.55 di domenica qui all’Eni Caffé di San Giuseppe è arrivato un bus con passeggeri provenienti dalla Moldavia. Un gruppo di ragazze sui 20 anni si è messa in fila per andare in bagno e dopo qualche tempo una di loro, molto agitata, è arrivata al banco dicendo che la sua amica era letteralmente sparita ed ha voluto il numero dei carabinieri».

Dopo le prime ricerche, i gestori hanno chiamato i militari che sono arrivati subito da Porto Garibaldi. «Ci hanno confermato che la ragazza era come sparita nel nulla e ci chiedono di guardare le telecamere. Io e mio marito Mauro abbiamo accesso alle stesse, ce ne sono diverse installate da Eni per la sicurezza e iniziamo così a monitorare ogni angolo». «Guardiamo per circa un’ora il video delle telecamere con i carabinieri - prosegue la Bonazza -. Le mettiamo a rallentatore e immagina dopo immagine finalmente l’amica la riconosce. Poi sparisce dal video ma per fortuna abbiamo individuato il posto». «Siamo corsi tutti fuori, era per terra, al freddo, si era sentita male ed era svenuta in mezzo ai rovi». Immediata la chiamata al 118 e, in attesa dei soccorsi, la ragazza è stata coperta e in qualche modo scaldata, quindi portata al pronto soccorso dell’Ospedale del Delta.

«In primo luogo vogliamo ringraziare le forze dell’ordine di Porto Garibaldi, che sono arrivate immediatamente e si sono messi subito a cercare la ragazza, molto preoccupati e meticolosi. Avrebbero anche potuto dire che deve passare del tempo prima di iniziare le ricerche e invece non hanno esitato».

Quindi, «Grazie all’Eni, la quale ci ha fornito un impianto di videosorveglianza eccezionale garantendo la sicurezza in un luogo di lavoro particolare come il nostro, aperto anche di notte. «Ho anche svegliato una mia amica che mi ha fatto da interprete - conclude la Bonazza - ed a tutte le persone che si sono attivate. Non sarebbe stato facile trovarla, con il buio e visto il luogo in cui era finita. Pur sapendo della sua scomparsa, abbiamo avuto difficoltà anche noi».

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