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La lettera: «Il bandito in fuga incrociò altri due militari»

La lettera: «Il bandito in fuga incrociò altri due militari»

Vi ricordate la sera dell’8 aprile a Consandolo, quando tre carabinieri fermarono e si fecero sfuggire Igor in fuga con un suo Fiorino bianco, dopo aver ucciso Valerio Verri nel Mezzano? Secondo gli...

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Vi ricordate la sera dell’8 aprile a Consandolo, quando tre carabinieri fermarono e si fecero sfuggire Igor in fuga con un suo Fiorino bianco, dopo aver ucciso Valerio Verri nel Mezzano? Secondo gli atti dell’inchiesta, quei tre carabinieri erano soli davanti a lui, non gli spararono perché ebbero l’ordine di attendere rinforzi nonostante lo avessero avuto nel mirino per ben tre volte (anche quando tornò indietro a riprendersi lo zaino dal cassone). Bene, quella sera, dall’altra parte del boschetto nel quale Igor scappò, ci sarebbero stati altri due carabinieri, di una pattuglia di Argenta, che lo videro uscire e lanciarono un allarme che nessuno considerò. Di questa nuova “verità” - in realtà tutta da verificare, poiché potrebbe anche essere una “non verità” - non vi sarebbe però assolutamente traccia negli atti. La nuova versione compare in una lettera anonima che è stata recapitata ieri mattina allo studio legale dell’avvocato Fabio Anselmo, che assiste i figli di Valerio Verri i quali ne hanno notizia. Una lettera depositata ieri mattina alla segreteria della procura affinché si facciano le dovute verifiche e approfondimenti in merito. Francesca Verri, la figlia della guardia ecologica uccisa da Igor quella stessa sera dell’8 aprile, spiega che «se queste circostanze fossero vere, ci attendiamo che vengano fatte le verifiche dovute alla luce di ciò che è contenuto nella lettera che descrive fatti in modo estremamente preciso. Spero - ha tagliato corto Francesca Verri - non sia vero».

Quella sera i tre carabinieri di Molinella seguirono Igor in fuga fino a via Spina, tra Consandolo e Marmorta. Si fermarono davanti ad un boschetto dentro il quale poi Igor fece perdere le tracce. Ma oltre i tre carabinieri di Molinella - secondo la nuova ricostruzione, tutta da verificare - ci sarebbero stati altri due carabinieri della stazione di Argenta sull’altro lato del boschetto, arrivati poco dopo la pattuglia di Molinella. I due carabinieri – riferisce l’anonimo – videro uscire Igor dal boschetto e scappare verso ripetitori che ci sono nella zona vicino ad un gruppo di case. Diedero l’allarme ma non furono ascoltati dai colleghi di Molinella, risalirono in auto e se ne andarono. Dopo aver lasciato quella posizione, avvisarono il comando di Portomaggiore e quindi venne interessato il comando provinciale di Ferrara. Da quel momento, ricordiamo, iniziò la grande caccia a Igor, conclusa il 15 dicembre a Teruel in Spagna dove ha commesso altri tre omicidi. (d.p.)



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