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Liceo e Ipsia in ansia per la donna ferita

Liceo e Ipsia in ansia per la donna ferita

ARGENTA. «Come sta Chiara, la nostra bidella? E’ vero che è grave all’ospedale di Cona?». La domanda è di una studentessa di quinta del liceo di Argenta, l’istituto dove lavora Chiara Bonazza, la...

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ARGENTA. «Come sta Chiara, la nostra bidella? E’ vero che è grave all’ospedale di Cona?». La domanda è di una studentessa di quinta del liceo di Argenta, l’istituto dove lavora Chiara Bonazza, la 52enne ricoverata e in coma farmacologico. La giovane, in ansia, era ieri mattina nell’atrio dell’istituto intitolato a Rita Levi Montalcini. Con il fiato sospeso spera di avere buone notizie che purtroppo non ci sono. In quello stesso spazio situato all’ingresso, sempre ieri mattina, tutti gli studenti sia del liceo che dell’Ipsia, prima di entrare in classe si sono ritrovati per riflettere. Meditare su eventi che a volta la vita può riservare. Fra loro, come sempre, l’insegnante di religione Davide Mancini.

«È stato un brutto colpo per tutti noi - raccontava ieri durante un intervallo -. Chiara è benvoluta dai ragazzi e quindi il venire a scuola questa mattina(ieri;ndr) e aver appreso di quanto era accaduto».

«Tanta costernazione - ha aggiunto l’altro decano dell’istituto argentano Salvatore Mannarino - ed è comprensibile. Chiara la conosco da tanti anni e da sempre lavora qui nella sede centrale dell’istituto e quindi sia per gli studenti del liceo che dell’Ipsia si è trattato di una bruttissima notizia». (g.c.)

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