Schifanoia sotto i ferri Diventerà un unicum
Al termine dei lavori di due anni nell’ala trecentesca si allestirà una mostra Tagliani: prossimo obiettivo i fondi del Ducato per recuperare Palazzo Prosperi
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Vedremo un Palazzo Schifanoia molto diverso dall’attuale, quando i lavori in partenza in questi giorni ce lo restituiranno. Servono un paio d’anni per un cantiere complesso e delicato, con il Salone dei Mesi da tutelare in ogni modo. Si ritorna sul sisma del 2012, per ricucirne le ferite e guardare avanti. «Al termine dei lavori – dice l’assessore Aldo Modonesi – avremo un museo recuperato e più moderno, fruibile da tutti, aprendo nuovi spazi e sale. L’intervento vale quasi tre milioni di euro, per metà dai fondi della gestione del terremoto e per l’altra dalle assicurazioni». Le scosse colpirono in modo particolare il gioiello di casa Este, spiega il dirigente Luca Capozzi, «l’edificio si sviluppa in modo lineare e venne costruito in tempi diversi, da ciò una maggiore vulnerabilità. Andremo a ricucire un’unitarietà strutturale che non c’era in partenza, tenendo conto degli affrescati».
Andranno rimosse le pavimentazioni, aggiunge l’architetto Natascia Frasson, mossa che permetterà la climatizzazione integrale e il controllo termoidrometrico del Salone dei Mesi. Inoltre verrà eliminato il piano ammezzato: nella struttura rinnovata il primo piano e quello nobile saranno visitabili mediante un percorso senza soluzione di continuità tra ambienti del Trecento e del Quattrocento. Come detto, si apre la strada al recupero di sale chiuse da decenni, come quella dei Marmi, dove si può notare la parete in origine esterna, splendidamente affrescata, i cui motivi potrebbero essere riproposti a copertura dei ponteggi su via Scandiana. Attenzione che Schifanoia non sarà integralmente chiusa: terminati entro l’estate i lavori all'ala Trecentesca, lì si aprirà una mostra sul patrimonio di statue antiche ferraresi, mentre il giardino e il bar saranno sempre disponibili. «Schifanoia – sostiene l’assessore Massimo Maisto – sarà lo snodo del sistema museale della zona est. Sarebbe potuto restare chiusa 5 anni dopo il sisma, invece è stata fatta una scelta diversa e coraggiosa». Per il sindaco Tiziano Tagliani l’intervento è «la dimostrazione che la città ha una visione strategica e una progettualità capace di rendere più adeguati gli spazi culturali: in questi anni sono state trovate tante risorse da fondi europei, quelli per il terremoto e più recentemente grazie al Ducato Estense. Il prossimo obiettivo è incamerare quelli per Palazzo Prosperi».
Fabio Terminali
Andranno rimosse le pavimentazioni, aggiunge l’architetto Natascia Frasson, mossa che permetterà la climatizzazione integrale e il controllo termoidrometrico del Salone dei Mesi. Inoltre verrà eliminato il piano ammezzato: nella struttura rinnovata il primo piano e quello nobile saranno visitabili mediante un percorso senza soluzione di continuità tra ambienti del Trecento e del Quattrocento. Come detto, si apre la strada al recupero di sale chiuse da decenni, come quella dei Marmi, dove si può notare la parete in origine esterna, splendidamente affrescata, i cui motivi potrebbero essere riproposti a copertura dei ponteggi su via Scandiana. Attenzione che Schifanoia non sarà integralmente chiusa: terminati entro l’estate i lavori all'ala Trecentesca, lì si aprirà una mostra sul patrimonio di statue antiche ferraresi, mentre il giardino e il bar saranno sempre disponibili. «Schifanoia – sostiene l’assessore Massimo Maisto – sarà lo snodo del sistema museale della zona est. Sarebbe potuto restare chiusa 5 anni dopo il sisma, invece è stata fatta una scelta diversa e coraggiosa». Per il sindaco Tiziano Tagliani l’intervento è «la dimostrazione che la città ha una visione strategica e una progettualità capace di rendere più adeguati gli spazi culturali: in questi anni sono state trovate tante risorse da fondi europei, quelli per il terremoto e più recentemente grazie al Ducato Estense. Il prossimo obiettivo è incamerare quelli per Palazzo Prosperi».
Fabio Terminali
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