la crescita del settore vinicolo
Boom di enoteche nel Ferrarese
In cinque anni sono passate da 36 a 59 con un +63,9%
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Crescita record in Emilia Romagna delle enoteche che in cinque anni sono aumentate del 33,1%, passando dalle 302 del 2012 alle 402 del 2017. Sorprendente anche il dato di Ferrara, secondo posto per incremento dietro solo a Bologna, dove le enoteche sono 59 (erano 36 nel 2012), +63,9%.
La diffusione del buon bere riveste una caratteristica peculiare della nostra provincia che negli ultimi decenni sta riscoprendo il piacere del vine rinomato.
I dati sono diffusi da Coldiretti Emilia Romagna sulla base dei dati di un’analisi di Coldiretti e Camera di Commercio di Milano da cui risulta la crescente attenzione alla qualità degli acquisti di vino che è diventata espressione culturale e occasione di socializzazione e condivisione con amici e parenti.
La città con il maggior numero di enoteche è Bologna: nel capoluogo di regione infatti i centri specializzati di vendita del vino sono più che raddoppiati passando da 62 a 127 con un incremento del 104,8%. A seguire c’è Ferrara, poi Modena con 49 (40 nel 2012, +22,5%), Rimini 37 (in calo del 15,9% rispetto alle 44 del 2012), Reggio Emilia con 36 (32 nel 2012, +12,5%), Parma con 30 (26 nel 2012, +15,4%), Forlì-Cesena con 23 (21 nel 2012, +9,5%), Ravenna con 22 (in calo del 4,3% sulle 23 del 2012), Piacenza con 19 (18 nel 2012, +5,6%).
Alta è la presenza delle donne, con una enoteca su cinque (19,8%) a guida femminile con punte del 27% a Forlì-Cesena. L’8,9% è gestito da giovani, con la presenza più forte di questi ultimi a Bologna (15,6%) e Piacenza (20%).
È una tendenza che conferma una decisa svolta verso la qualità con il vino che – continua Coldiretti Emilia Romagna – è diventato l’emblema di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico, che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol.
In Emilia Romagna – ricorda Coldiretti regionale – i consumi di vino si attestano sui 34 litri pro-capite, con a tendenza alla crescita dei consumi di vini Dop e Igp che nella nostra regione rappresentano il 55% della produzione di vino, nonostante la vendemmia 2017 a causa della siccità sia diminuita di quasi il 20% attestandosi su una produzione di 6,3 milioni di ettolitri.
La diffusione del buon bere riveste una caratteristica peculiare della nostra provincia che negli ultimi decenni sta riscoprendo il piacere del vine rinomato.
I dati sono diffusi da Coldiretti Emilia Romagna sulla base dei dati di un’analisi di Coldiretti e Camera di Commercio di Milano da cui risulta la crescente attenzione alla qualità degli acquisti di vino che è diventata espressione culturale e occasione di socializzazione e condivisione con amici e parenti.
La città con il maggior numero di enoteche è Bologna: nel capoluogo di regione infatti i centri specializzati di vendita del vino sono più che raddoppiati passando da 62 a 127 con un incremento del 104,8%. A seguire c’è Ferrara, poi Modena con 49 (40 nel 2012, +22,5%), Rimini 37 (in calo del 15,9% rispetto alle 44 del 2012), Reggio Emilia con 36 (32 nel 2012, +12,5%), Parma con 30 (26 nel 2012, +15,4%), Forlì-Cesena con 23 (21 nel 2012, +9,5%), Ravenna con 22 (in calo del 4,3% sulle 23 del 2012), Piacenza con 19 (18 nel 2012, +5,6%).
Alta è la presenza delle donne, con una enoteca su cinque (19,8%) a guida femminile con punte del 27% a Forlì-Cesena. L’8,9% è gestito da giovani, con la presenza più forte di questi ultimi a Bologna (15,6%) e Piacenza (20%).
È una tendenza che conferma una decisa svolta verso la qualità con il vino che – continua Coldiretti Emilia Romagna – è diventato l’emblema di uno stile di vita “lento”, attento all’equilibrio psico-fisico, che aiuta a stare bene con se stessi, da contrapporre all’assunzione sregolata di alcol.
In Emilia Romagna – ricorda Coldiretti regionale – i consumi di vino si attestano sui 34 litri pro-capite, con a tendenza alla crescita dei consumi di vini Dop e Igp che nella nostra regione rappresentano il 55% della produzione di vino, nonostante la vendemmia 2017 a causa della siccità sia diminuita di quasi il 20% attestandosi su una produzione di 6,3 milioni di ettolitri.
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