il ricordo del preside
«Era buona e disponibile È una grave perdita per tutti»
ARGENTA. La notizia della scomparsa di Chiara Bonazza, 52 anni, collaboratrice scolastica(come oggi vengono chiamate le storiche le bidelle), è arrivata in mattinata. Nemmeno il tempo che si...
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ARGENTA. La notizia della scomparsa di Chiara Bonazza, 52 anni, collaboratrice scolastica(come oggi vengono chiamate le storiche le bidelle), è arrivata in mattinata. Nemmeno il tempo che si completassero le lezioni che i giovani dell’istituto d’istruzione delle superiori di Argenta-Portomaggiore - istituto che recentemente ha ottenuto l’ufficialità di chiamarsi Rita Levi Montalcini -, hanno appreso della scomparsa della loro bidella. Lo sconforto è stato davvero enorme e a testimoniare le conseguenze di questa grave perdita, è lo stesso dirigente scolastico, Francesco Borciani. «Nè adesso nè dopo riuscirei a trovare le parole giuste per esprimere cosa si prova di fronte a questa tragedia - ci ha detto al telefonino il preside -. Una cosa assurda che ci ha spiazzato. Chiara era una persona su cui facevo affidamento, quotidianamente, una collaboratrice su cui ci si poteva contare. Spontanea, diretta, amichevole e per me era un punto di riferimento nella scuola. Qualora avessi avuto bisogno di una risoluzione pratiche e in fretta, da lei la ottenevo. I suoi colleghi con i quali è insieme da venti anni, sono tutti disorientati. Mi creda - conclude -: è una grave perdita per la scuola». Fra gli insegnanti, il dolore per la perdita di una bidella/amica, è totale. Al telefonino, con un filo di voce, Alessandra Ferlini, insegnante all’Ipsia e addetta stampa dell’istituto delle superiori, tiene a ricordare che «quando le chiedevo un favore di qualsiasi tipo, sia per la scuola sia personale, non diceva mai di no. Avevo il suo numero di telefono cellulare perchè lei stessa mi aveva detto: ‘Se un giorno la scuola è chiusa per neve o altro, ti avviso io, così tu stai a casa con il tuo bimbo e non fai un giro a vuoto”. Ogni Natale ci facevamo sempre un pensierino a vicenda perchè era veramente buona e disponibile».
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