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«Ho avuto il terrore che volessero torturarmi»

«Ho avuto il terrore che volessero torturarmi»

Gallo, il drammatico racconto della donna rapinata assieme al marito malato  «Due erano stranieri, uno italiano. Mi hanno detto “stai ferma e non telefonare”

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GALLO. Sono le 18,45 di lunedì scorso. Tre uomini, «tutti giovani, due stranieri e uno che secondo me era italiano e che parlava italiano benissimo», racconta subito la moglie, Venusta Ori, 80 anni, entrano dalla finestra del piano di sopra, sulla facciata della casa di campagna di Via Ponte di Ferro 5, una strada dritta dritta che ad un certo punto diventa Via Imperiale, pochi chilometri da Gallo, una casa immersa nell’area che sta a metà tra la frazione Gallo e il territorio del Comune di Poggio Renatico. L’obiettivo è, come dire?, favorevole: una casa lontana diverse centinaia di metri dalle più vicine. In uno sbatter di ciglia, i tre rapinatori sono in casa. «Ho avuto il terrore, sa cosa vuol dire? Pensavo mi volessero torturare, quella gente lì è capace di tutto. Ero terrorizzata». La donna, mentre il marito Eugenio Corazza, ammalato da tempo, sta mangiando, si ritrova di fronte i tre rapinatori. Uno dei delinquenti mette subito le cose in chiaro: «Ci dia oro e soldi, altrimenti ti bruciamo la casa e non ti resterà più niente. Sbrigati, forza, sbrigati!», le intimano, alternando il “lei” al “tu”. Venusta è anziana ma ha un cuore di ferro e la lucidità di una ragazzina. E allora, lei cosa ha fatto? Ha avuto paura? «C’era poco da fare. Bisognava soltanto ubbidire. Hanno detto che altrimenti avrebbero dato fuoco alla casa. Uno di loro era molto cattivo, “e allora, muoviti, non fate i furbi con noi”, ci ha detto. Ho chiesto che non toccassero mio marito, che è malato. Poi hanno aperto gli armadi, i cassetti: si sono messi in tasca tutto quello che hanno trovato». Alla donna poche, durissime parole: «Tira fuori tutto e fai presto, e quando noi tre saremo fuori, per 5 minuti ricordati bene di non telefonare a nessuno». Cosa le hanno portato via? «Tutto l’oro che avevo, non so il valore esatto; poi si sono messi in tasca 800/900 euro, sui soldi sono sicura perché in casa non tenevamo di più. Mi hanno chiesto le chiavi della cassaforte e hanno preso quello che volevano». La moglie, ancora provata, prosegue il racconto: «Quando, verso le 19, se ne sono andati, ho telefonato immediatamente ai miei parenti e loro hanno avvisato i carabinieri. Dopo pochi minuti 4 pattuglie erano qui. Devono tornare anche oggi (ieri per chi legge, ndr)». Ora l’incubo, per Venusta, è che quel gruppetto si materializzi nuovamente.

Marcello Pulidori

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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