accuse al “complice” William Biancucci
La mattina del delitto, Simone Bertocchi (nella foto a fianco) chiese ad un amico di andare con lui a Fossanova e aiutarlo nei lavori edili. Era William Biancucci che non sapeva nulla, dei contrasti...
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La mattina del delitto, Simone Bertocchi (nella foto a fianco) chiese ad un amico di andare con lui a Fossanova e aiutarlo nei lavori edili. Era William Biancucci che non sapeva nulla, dei contrasti tra Bertocchi e Tosi, nemmeno che l’amico fosse armato. Quella mattina, dopo aver sentito gli spari, in preda al panico scappò in bicicletta e poco dopo venne raggiunto da Bertocchi . E gli chiese a bruciapelo: «Che c...hai fatto? Ma sei impazzito?». E Bertocchi gli rispose: «Credevo mi sparasse (Tosi, ndr)», sostenendo anche con lui l’ipotesi della legittima difesa mai considerata dagli inquirenti. Biancucci in preda al panico sempe più interdetto chiese a Bertocchi «Ma che storia è questa?», senza aver risposte. Non le ha mai avute. Da quel giorno le loro strade si sono divise. Biancucci non venne mai considerato il “complice”: la procura ha chiesto per lui il processo solo per il reato di “omissione di soccorso”. Quella mattina scappando non aiutò le vittime di Bertocchi: Tosi che morì poco dopo, la compagna ferita gravemente.
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