Il nutrizionista: cibo proteico che assorbe i grassi
I grilli passati in padella? Sanno vagamente di popcorn. Il sapore della locusta ricorda quello del bacon, mentre la camola del miele rimanda al latte. Che stuzzichino la curiosità o provochino...
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I grilli passati in padella? Sanno vagamente di popcorn. Il sapore della locusta ricorda quello del bacon, mentre la camola del miele rimanda al latte.
Che stuzzichino la curiosità o provochino avversione, gli insetti sono promossi a pieni voti dal punto di vista nutrizionale.
Parola del professor Franco Tomasi, dietologo e diabetologo esperto in Scienza dell’Alimentazione: «Molte popolazioni in tutto il mondo mangiano insetti da sempre senza nessun problema», premette. «Dal punto di vista organolettico gli insetti rappresentano un’ottima fonte di proteine animali e contengono aminoacidi essenziali e vitamine, a cominciare dalla B12».
Una scorpacciata di grilli o cavallette, inoltre, non mette a rischio la linea, perché la presenza di chitina ha effetti molto positivi nell’assorbimento dei grassi. «Da un punto di vista nutrizionale - prosegue Tomasi - non esiste alcuna controindicazione. E devo aggiungere che molti occidentali che hanno viaggiato in estremo oriente e hanno mangiato piatti a base di insetti li hanno apprezzati».
A questo si aggiungono vantaggi legati alla tutela dell’ambiente, sottolinea Tomasi: «È indubbio che allevare insetti a scopo alimentare ha un impatto di gran lunga inferiore per quel che riguarda il consumo di acqua o la produzione di gas rispetto a un allevamento di bovini o suini. Il novel food - conclude il professor Tomasi - è dunque una pratica molto positiva anche sotto l’aspetto della sostenibilità ambientale».
Che stuzzichino la curiosità o provochino avversione, gli insetti sono promossi a pieni voti dal punto di vista nutrizionale.
Parola del professor Franco Tomasi, dietologo e diabetologo esperto in Scienza dell’Alimentazione: «Molte popolazioni in tutto il mondo mangiano insetti da sempre senza nessun problema», premette. «Dal punto di vista organolettico gli insetti rappresentano un’ottima fonte di proteine animali e contengono aminoacidi essenziali e vitamine, a cominciare dalla B12».
Una scorpacciata di grilli o cavallette, inoltre, non mette a rischio la linea, perché la presenza di chitina ha effetti molto positivi nell’assorbimento dei grassi. «Da un punto di vista nutrizionale - prosegue Tomasi - non esiste alcuna controindicazione. E devo aggiungere che molti occidentali che hanno viaggiato in estremo oriente e hanno mangiato piatti a base di insetti li hanno apprezzati».
A questo si aggiungono vantaggi legati alla tutela dell’ambiente, sottolinea Tomasi: «È indubbio che allevare insetti a scopo alimentare ha un impatto di gran lunga inferiore per quel che riguarda il consumo di acqua o la produzione di gas rispetto a un allevamento di bovini o suini. Il novel food - conclude il professor Tomasi - è dunque una pratica molto positiva anche sotto l’aspetto della sostenibilità ambientale».
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