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L’addio a Gardenia tra volti noti, fiori e la poesia di Montale

L’addio a Gardenia tra volti noti, fiori e la poesia di Montale

In Certosa il funerale della madre del ministro Franceschini Tra i presenti anche l’ex presidente della Camera, Casini

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Tanti fiori, alcuni volti noti e una struggente poesia di Eugenio Montale. Tre tra i più significativi segni che hanno scandito, ieri pomeriggio, i funerali di Gardenia Gardini, madre 84 enne del ministro dei beni culturali, Dario Franceschini, deceduta mercoledì alle 11 all’ospedale di Cona dove era ricoverata da giorni per una caduta. Molto conosciuta in città, Gardenia Gardini sposò Giorgio Franceschini, avvocato e uno dei primi parlamentari ferraresi negli Anni Cinquanta nelle fila della Democrazia Cristiana. Un rito semplice ma intenso, officiato da padre Orazio Bruno, frate e da anni particolarmente legato alla famiglia Franceschini.

Nell’aula del commiato, tra gli altri, sono arrivati, oltre a parenti, amici e conoscenti, anche autorità e personaggi conosciuti che hanno voluto porgere a Gardenia Gardini l’ultimo saluto. Dall’assessore comunale Simone Merli alla segretaria generale del Mibact (il ministero dei beni culturali) Carla Di Francesco; dall’ex deputato Pd, Alessandro Bratti al sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani; dall’ex presidente della Provincia, Paolo Siconolfi al direttore sanitario dell’Avis ed ex primario, Florio Ghinelli; da un’altra parlamentare uscente, la deputata democratica Paola Boldrini all’ex presidente dell’Ente Palio, Giambaldo Perugini; ed ancora, il segretario regionale del Pd, Paolo Calvano; l’assessore comunale Caterina Ferri, il fondatore ed organizzatore del Ferrara Buskers Festival, Stefano Bottoni; il sindaco di Ostellato e vicepresidente della Provincia, Andrea Marchi; l’assessore regionale Patrizio Bianchi, l’ex presidente della Camera dei deputati Pierferdinando Casini; l’ex presidente della Provincia, Pier Giorgio Dall’Acqua; il comandante provinciale dei carabinieri colonnello Andrea Desideri.

Il ministro Franceschini, giunto con la moglie Michela Di Biase, ha letto alcuni passaggi dell’Antico Testamento, “le anime dei giusti sono nelle mani di Dio”, come ha poco dopo ricordato anche padre Orazio, il quale ha parlato della mamma del ministro come di «una donna colta, sempre originale, interessata a tutto ciò che era cultura, e legatissima alla sua famiglia e alle sue nipoti. Una donna che ha saputo tenere unita tutta la famiglia». Poi è stata la volta prima della figlia Flavia (sorella di Dario) e poi delle nipoti che hanno letto un passo toccante di una delle più belle poesie di Montale, “ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale”, forse il momento più commovente di questo mesto pomeriggio.

Marcello Pulidori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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