La Nuova Ferrara

Ferrara

L’omicidio di Fossanova Appello contro l’ergastolo

di Daniele Predieri
L’omicidio di Fossanova Appello contro l’ergastolo

Nel luglio di 2 anni fa, Bertocchi uccise Roberto Tosi e sparò a Raffaela Pareschi  Processo a marzo. Il difensore: fatto gravissimo, ma non c’era la premeditazione

2 MINUTI DI LETTURA





Deve fare i conti con la pena dell’ergastolo, per aver ucciso Roberto Tosi Savonuzzi e aver tentato di uccidere la compagna Raffaela Pareschi nel luglio del 2016, a Fossanova San Marco, nella casa dove la coppia abitava: Simone Bertocchi, 38 anni, conta i giorni che lo separano dal processo d’appello, fissato al 7/8 marzo davanti ai giudici di Bologna per sperare di togliere dal suo futuro quel “fine pena mia” che era stato deciso dal giudice Piera Tassoni la scorsa estate con una sentenza choc. Ergastolo appunto, deciso in giudizio abbreviato, rito alternativo al processo che garantisce la riduzione di un terzo della pena ma che in questo caso non gli aveva consentito - con il calcolo delle aggravanti e dell’isolamento diurno, poi cancellato dalla riduzione del rito - di scongiurare l’ergastolo.

«Ci aspettiamo in appello - spiegava ieri il legale, Sergio Pellizola - una rivalutazione della pena: siamo davanti ad un fatto gravissimo che il mio assistito ha commesso, ma non c’era la premeditazione». Premeditazione contestata nel delitto dalla procura (pm Stefano Longhi) e poi accolta dal giudice Tassoni. Come si ricorda il 24 luglio 2016 Bertocchi si presentò nella casa di Fossanova San Marco, armato di pistola: un segnale secondo gli inquirenti e il giudice che indicava la sua determinazione di uccidere: «Si trattò di un delitto che l’imputato portò a compimento avendone maturato da mesi il proposito, un delitto pertanto non occasionale» scriveva lo stesso giudice Tassoni spiegando i motivi per cui decisi per l’ergastolo.

Anche perchè lo stesso Bertocchi dopo l’omicidio, al pm che lo interrogava «non ha mai mostrato reali segni di pentimento». Tanto che affermava, Bertocchi: «E’ andata bene così». Con la morte di Tosi e il ferimento della compagna che poi si salvò, colpita alle spalle dai colpi sparati da Bertocchi. Che poi fuggì in bicicletta, come del resto era arrivato da Ferrara a Fossanova, scappando dal luogo del delitto prima sula due ruote e poi in autobus. Era con lui quella mattina un suo amico, William Biancucci (vedi sopra), che avrebbe dovuto aiutarlo nei lavori edili. Questa la giustificazione di quella “spedizione” di quella mattina di fine luglio di due anni fa. Ora Bertocchi in carcere aspetta e si dice pentito di ciò che ha fatto. Come aveva sempre ripetuto agli stessi amici che la mattina del delitto se lo videro arrivare a casa: «Sai ho fatto una ca...». E si giustificò dicendo «lui prima mi ha puntato la pistola addosso, ho esagerato facendola grossa, guarda lì cosa ho fatto», diceva indicando la tv con i tg che davano conto dell’omicidio e del tentato omicidio: che gli sono costati l’ergastolo che adesso spera gli venga rivisto in appello.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google