«Racconto il mio amore per le donne “difettose”»
Doppio appuntamento con la Dandini, a Occhiobello ed a Comacchio
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OCCHIOBELLO. Sold out per Serena Dandini che venerdì sera alle 21 sarà al teatro comunale di Occhiobello (via Nanetti, 17) con “Serendipity, memorie di una donna difettosa”. Domenica l’autrice sarà anche a Comacchio, a Palazzo Bellini, per aprire la stagione teatrale in laguna. La Dandini sale sul palco con un’opera buffa che mescola il reading alla musica (dj Dimitri Cebotari), “disturbata” dagli interventi comici di Germana Pasquero. Tutto ha inizio da una semplice domanda di pensione che la protagonista ingenuamente pensa di poter ottenere dopo anni di onorata carriera. Ma l’insano desiderio si scontra con l’implacabile Legge Fornero che ha già rigettato milioni di inconsapevoli italiani.
A negarglielo in scena è la Fornero in persona o meglio la sua migliore incarnazione (Pasquero) che con il cinismo lacrimoso ormai noto toglie ogni speranza alla malcapitata. Quella che si prospetta per Occhiobello e Comacchio è dunque una serata atipica, più che altro un happening sgangherato che si snoda tra comicità irriverente e riflessioni semi-serie, ma anche serissime, sul destino del genere femminile nel nostro paese.
Dandini, come nasce questo spettacolo?
«Nasce da una serie di testi che ho scritto in momenti diversi, da alcuni miei libri passati e cose scritte in maniera estemporanea. Quando ho scelto di mettere in piedi questo reading che si mescola con la musica, volevo che ci fossero anche interventi comici di Germana (Pasquero, ndr). “Serendipity” lascia spazio anche al senso del caso, del destino, dell’evoluzione. Gioco con la mia vita e pezzi pop; le letture sono intervallati da divertenti “incursioni”, mi viene a trovare persino la Fornero! Si mescolano tante storie diverse a volte ironiche, altre più serie».
Prima “Ferite a morte” e ora “Serendipity”, come si trova in questa dimensione teatrale?
«Se ci sono tornata è perché mi sono trovata bene, mi rende felice e mi dà soddisfazione. “Ferite a morte” aveva tutto un altro registro anche se un filo che lega i due allestimenti, questo e il precedente, penso ci sia ed è la solarità di certe storie, l’ironia di alcuni racconti. Racconto donne e la loro autostima azzerata è vero, ma ci sono tanti modi per farlo che non devono essere per forza tragici. Il teatro ti permette di avere un rapporto diretto con il pubblico ed è bellissimo. Avevo davvero voglia di tornare».
Chi sono le protagoniste delle sue storie?
«Sono donne “difettose” e quindi normali, perché nessuna o nessuno è perfetto. In “Serendipity” racconto storie di donne che si portano dietro una serie di problematiche e complessi. Parlo degli anni che passano, dell’età che avanza, della morte. Scherzo, ma nemmeno tanto, sulle pensioni; insomma, si passa da aspetti della vita più godibili ad argomenti più profondi».
Sta lavorando anche a nuovi progetti?
«A maggio uscirà il mio nuovo libro, un lavoro a cui tengo moltissimo che unisce la mia passione per le storie e per le donne. In “Catalogo delle donne valo-rose” racconto la storia di personaggi femminili che hanno fatto la storia del mondo ma che da essa sono state dimenticate o semi dimenticate. In questo libro cerco di riportare alla luce le loro vicende, le loro vite».
Come vede il mondo della televisione oggi?
«Bella domanda ma ingombrante. Oggi in televisione mi sembra tutto molto stereotipato. All’epoca mia ci si buttava di più, anche perché c’era chi te ne dava la possibilità. Oggi mi sembra che siano tutti un po’ più pavidi, si cerca di andare più sul sicuro ma questa mancanza di sperimentazione per me si percepisce».
Per informazioni e biglietti: 349.8464714 (Occhiobello), 349.0807587 (Comacchio).
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