Ferrara Food riparte Via all’affitto dello stabilimento
Una cordata di imprese vince l’asta sul contratto di un anno Il sindaco: importante segnale di ripresa per il territorio
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ARGENTA. Ferrara Food riparte dopo un anno di stop. E Argenta torna a essere uno dei centri nevralgici della trasformazione del pomodoro. L’asta per l’affitto dello stabilimento - chiusa giovedì - è andata a buon fine: una cordata di imprenditori , di cui fanno parte anche il piacentino Squeri e le organizzazioni professionali, si è aggiudicata l’affitto dello stabilimento argentano. Sarebbe stata peraltro consistente l’offerta fatta (da indiscrezioni oltre 800mila euro a fronte della partenza d’asta a poco più di 300mila euro), a dimostrazione dell’apprezzamento degli impianti e del bacino di Ferrara Food.
La società che fino al 2016 (la campagna 2017 non si è svolta) si occupava della lavorazione e trasformazione di pomodoro per confezionare conserve alimentari destinate al mercato italiano e a quello straniero era stata dichiarata fallita dal Tribunale di Forlì lo scorso anno. E per cercare di salvare l’azienda si sono mobilitati la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Argenta. Lo scorso dicembre i curatori fallimentari hanno pubblicato il bando - elaborato in accordo con le mistituzioni - per stipulare un contratto di affitto della durata di un anno, riferito alla campagna di trasformazione pomodoro 2018, con il reintegro degli operai licenziati dopo il fallimento dell’azienda e il diritto della prelazione all’acquisto al termine dell’affitto, fissato il 28 febbraio 2019.
Comprensibilmente soddisfatto della soluzione positiva dell’asta, il sindaco Antonio Fiorentini, informato l’altra sera dell’esito. La riapertura dello stabilimento, sottolinea il sindaco di Argenta, rappresenta «un importante segnale di ripresa per l’economia del territorio e non solo di quello argentano. Un territorio che conferma la sua valenza nella filiera del pomodoro».
Importante, per Fiorentini, il lavoro che è stato svolto dalla Regione e in particolare dall’assessore Simona Caselli, che sin dal momento del fallimento di Ferrara Food ha messo in campo azioni tali da poter sbloccare - fin dalla campagna del pomodoro di quest’anno - quella che era una situazione realmente complicata.
La società che fino al 2016 (la campagna 2017 non si è svolta) si occupava della lavorazione e trasformazione di pomodoro per confezionare conserve alimentari destinate al mercato italiano e a quello straniero era stata dichiarata fallita dal Tribunale di Forlì lo scorso anno. E per cercare di salvare l’azienda si sono mobilitati la Regione Emilia-Romagna e il Comune di Argenta. Lo scorso dicembre i curatori fallimentari hanno pubblicato il bando - elaborato in accordo con le mistituzioni - per stipulare un contratto di affitto della durata di un anno, riferito alla campagna di trasformazione pomodoro 2018, con il reintegro degli operai licenziati dopo il fallimento dell’azienda e il diritto della prelazione all’acquisto al termine dell’affitto, fissato il 28 febbraio 2019.
Comprensibilmente soddisfatto della soluzione positiva dell’asta, il sindaco Antonio Fiorentini, informato l’altra sera dell’esito. La riapertura dello stabilimento, sottolinea il sindaco di Argenta, rappresenta «un importante segnale di ripresa per l’economia del territorio e non solo di quello argentano. Un territorio che conferma la sua valenza nella filiera del pomodoro».
Importante, per Fiorentini, il lavoro che è stato svolto dalla Regione e in particolare dall’assessore Simona Caselli, che sin dal momento del fallimento di Ferrara Food ha messo in campo azioni tali da poter sbloccare - fin dalla campagna del pomodoro di quest’anno - quella che era una situazione realmente complicata.
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