Gesù vuole uomini concreti non supereroi
Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino. Con queste parole, le prime che Gesù pronuncia nel racconto di Marco, il Figlio di Dio si fa araldo di un vangelo, di una buona notizia che segna uno...
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Il tempo è compiuto e il Regno di Dio è vicino. Con queste parole, le prime che Gesù pronuncia nel racconto di Marco, il Figlio di Dio si fa araldo di un vangelo, di una buona notizia che segna uno spartiacque per la storia dell’umanità. Risaltano l’iniziativa e la gratuità dell’agire di Dio: è lui che passa, è lui che vede, è lui che chiama, il tempo è compiuto e si è fatto vicino; le promesse sono realizzate e non più solamente attese. Enunciato il fatto, viene sollecitata la risposta: convertitevi e credete nel Vangelo. Conversione e fede sono presentate come condizioni necessarie all’accoglienza nella propria vita della potenza esplosiva e sanante della buona notizia. Con conversione s’intende un radicale cambiamento di mentalità, un modo nuovo di vedere e comprendere la realtà. Non è quindi un proposito incentrato sul distacco da atti considerati peccaminosi, ma un modo nuovo di comprendere Dio (da padrone a padre), l’uomo (da altro distante a fratello vicino), il creato (da oggetto da sfruttare a dono da godere e custodire) che ingenera un nuovo modo d’agire solo come naturale conseguenza.
Esempio di quanto appena detto è la seconda scena del brano, che sottolinea l’urgenza di dare una risposta al “passare” di Dio nella storia concreta dell’uomo. La chiamata, infatti, è diretta a dei pescatori intenti nel proprio lavoro: il Signore non cerca né dei perditempo né dei supereroi, ma degli uomini concreti, inseriti ed impegnati nella società.
La risposta è una bellissima dimostrazione di fede e conversione. Non è detto perché l’adesione sia così pronta e totale; erano già stati spettatori di miracoli? Avevano già udito l’insegnamento? Non è dato saperlo, ma certamente si fidavano di chi aveva loro rivolto questa parola: “seguimi”. Per potere accettare l’invito, bisogna fidarsi di chi lo rivolge. La fede è sì accettazione del contenuto del vangelo, ma è soprattutto una relazione di fiducia amorevole con una persona. La fiducia porta con sé l’esigenza della conversione, articolata in due aspetti: la rottura con quanto precede e l’accoglienza della novità. Dall’ascolto fiducioso e dalla risposta pronta inizia il cammino dei pescatori ormai divenuti discepoli, cammino che li porterà fino agli estremi confini della terra.
don Paolo Bovina
Esempio di quanto appena detto è la seconda scena del brano, che sottolinea l’urgenza di dare una risposta al “passare” di Dio nella storia concreta dell’uomo. La chiamata, infatti, è diretta a dei pescatori intenti nel proprio lavoro: il Signore non cerca né dei perditempo né dei supereroi, ma degli uomini concreti, inseriti ed impegnati nella società.
La risposta è una bellissima dimostrazione di fede e conversione. Non è detto perché l’adesione sia così pronta e totale; erano già stati spettatori di miracoli? Avevano già udito l’insegnamento? Non è dato saperlo, ma certamente si fidavano di chi aveva loro rivolto questa parola: “seguimi”. Per potere accettare l’invito, bisogna fidarsi di chi lo rivolge. La fede è sì accettazione del contenuto del vangelo, ma è soprattutto una relazione di fiducia amorevole con una persona. La fiducia porta con sé l’esigenza della conversione, articolata in due aspetti: la rottura con quanto precede e l’accoglienza della novità. Dall’ascolto fiducioso e dalla risposta pronta inizia il cammino dei pescatori ormai divenuti discepoli, cammino che li porterà fino agli estremi confini della terra.
don Paolo Bovina
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