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Incentivi alle imprese che assumono addetti con meno di 35 anni

Incentivi alle imprese che assumono addetti con meno di 35 anni

L’analisi di Cavalcoli (Confagricoltura) sulla Legge di Bilancio Mai più pagamenti in contanti, parola d’ordine tracciabilità

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«La legge di bilancio varata il 27 dicembre contiene alcune norme in materia di lavoro e previdenza che interessano anche le imprese agricole; tra queste, ci sono alcune novità di grande rilievo e di particolare interesse è l’introduzione di una nuova forma di agevolazione contributiva in favore di tutti i datori di lavoro del settore privato, inclusi quelli agricoli, che assumano nel 2018, con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, giovani con meno di 35 anni di età che non siano stati precedentemente occupati a tempo indeterminato col medesimo o con altro datore di lavoro».

Lo afferma Paolo Cavalcoli, direttore di Confagricoltura Ferrara, che prosegue nella sua analisi sulle nuove norme: «La riduzione contributiva - prosegue Cavalcoli - è pari al 50 per cento degli oneri a carico del datore di lavoro, a esclusione di quelli antinfortunistici (Inail), e ha una durata di 36 mesi, entro il limite massimo di 3.000 euro annui. L'incentivo spetta anche per le assunzioni a tempo indeterminato effettuate successivamente al 2018, ma in tal caso di giovani con meno di 30 anni di età. L'esonero si applica anche nei casi di trasformazione a tempo indeterminato di contratti a termine».

«Un’altra importante novità - continua il direttore Cavalcoli - riguarda l’innalzamento per il 2018 della quota deducibile da Irap del costo dei lavoratori stagionali, che passa dal 70 al 100 per cento. Tale disposizione riguarda solamente le attività agricole che non rientrano nel reddito agrario (quest’ultime dal 2016 sono esonerate dal pagamento dell’Irap), come ad esempio l’agriturismo e le attività di allevamento con terreno insufficiente a produrre almeno un quarto dei mangimi necessari».

«Altra innovazione contenuta nel provvedimento – prosegue Paolo Cavalcoli – riguarda il divieto, a decorrere dal 1° luglio 2018, di corrispondere le retribuzioni ai lavoratori mediante denaro contante. I datori di lavoro privati infatti (compresi dunque i datori di lavoro agricolo), dovranno obbligatoriamente corrispondere le retribuzioni ai propri dipendenti in modo tracciabile, attraverso bonifico, assegno o altro strumento di pagamento elettronico. Si tratta di una novità fortemente impattante, dal punto di vista operativo, sui datori di lavoro privati e segnatamente su quelli agricoli, ove l’utilizzo del contante per il pagamento delle retribuzioni è ancora abbastanza diffuso, anche in ragione delle caratteristiche del lavoro agricolo (stagionalità, discontinuità e altre) e della composizione della platea dei lavoratori, ove l’incidenza degli stranieri in alcuni periodi dell’anno è piuttosto elevata. La violazione di tale obbligo comporterà l'applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria di importo compreso tra 1.000 e 5.000 euro. L'obbligo non si applica ai rapporti di lavoro domestico».

Andrea Tebaldi



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