Passi avanti per l’ex Falco La ripresa in primavera
Codigoro, la società Kastamonu Italia ha presentato i primi documenti Una corsa contro il tempo anche per lo svincolo di immissione sulla Romea
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CODIGORO . L’ex Falco pronta a ripartire. La società Kastamonu Italia Srl che l’ha acquisita ha presentato al servizio ambiente regionale la richiesta di Valutazione di impatto ambientale (Via) per consentire di procedere al riavvio dell’impianto esistente per la produzione di pannelli a base di legno con una capacità di produzione di 480.000 m3/anno.
Un passaggio imprescindibile per consentire l’inizio dell’attività produttiva, come anche di recente ha dichiarato il direttore dello stabilimento, Ezat Ozoguz, nel periodo ricompreso tra i mesi di maggio e giugno prossimi, per cui si tratta di una vera corsa contro il tempo. Anche perché, per l’attività produttiva saranno impiegati a regime circa 250 dipendenti, che dovrebbero essere incrementati fino a 300 unità entro il 2020. Il progetto presentato prevede il riavvio dell’impianto esistente “Ex Impianto Falco”, la cui attività è cessata nel dicembre 2013, per la produzione di pannelli a base di legno riciclato, a seguito di una modifica impiantistica e dei presidi ambientali.
Società ha dichiarato che l’impianto possiede una capacità di produzione di 480.000 m3/anno, attraverso il recupero di 490.000 tonnellate/anno di rifiuti legnosi non pericolosi. Così, le migliorie previste dal progetto presentato, riguardano l’attivazione di una nuova linea di impregnazione e di una nuova pressa di formatura. Ed ancora, la realizzazione di nuovi silos, il riammodernamento dei punti di emissione ed in particolare la sostituzione dell’attuale elettrofiltro con un nuovo sistema dotato di maggiori prestazioni. Inoltre il progetto prevede il miglioramento del sistema di gestione delle acque con incremento dei sistemi di riutilizzo, l’ inserimento un nuovo impianto di recupero energetico della capacità di 25MW, alimentato dagli scarti di legno del processo di produzione, per la produzione di energia termica utile alla produzione con spegnimento dell’attuale caldaia a gas.
Nel progetto presentato per la procedura di Via, la Società Kastamonu Italia ha richiesto anche il rilascio di una concessione di prelievo di acqua pubblica sotterranea prelevabile da un pozzo esistente, per un volume di 100.000 mc/anno, ad uso industriale ed antincendio.
Il sindaco Zanardi nei giorni scorsi ha incontrato anche i vertici Anas per le questioni legate alla viabilità e all’immissione dei camion (e non solo) sulla statale Romea.
Piergiorgio Felletti
Un passaggio imprescindibile per consentire l’inizio dell’attività produttiva, come anche di recente ha dichiarato il direttore dello stabilimento, Ezat Ozoguz, nel periodo ricompreso tra i mesi di maggio e giugno prossimi, per cui si tratta di una vera corsa contro il tempo. Anche perché, per l’attività produttiva saranno impiegati a regime circa 250 dipendenti, che dovrebbero essere incrementati fino a 300 unità entro il 2020. Il progetto presentato prevede il riavvio dell’impianto esistente “Ex Impianto Falco”, la cui attività è cessata nel dicembre 2013, per la produzione di pannelli a base di legno riciclato, a seguito di una modifica impiantistica e dei presidi ambientali.
Società ha dichiarato che l’impianto possiede una capacità di produzione di 480.000 m3/anno, attraverso il recupero di 490.000 tonnellate/anno di rifiuti legnosi non pericolosi. Così, le migliorie previste dal progetto presentato, riguardano l’attivazione di una nuova linea di impregnazione e di una nuova pressa di formatura. Ed ancora, la realizzazione di nuovi silos, il riammodernamento dei punti di emissione ed in particolare la sostituzione dell’attuale elettrofiltro con un nuovo sistema dotato di maggiori prestazioni. Inoltre il progetto prevede il miglioramento del sistema di gestione delle acque con incremento dei sistemi di riutilizzo, l’ inserimento un nuovo impianto di recupero energetico della capacità di 25MW, alimentato dagli scarti di legno del processo di produzione, per la produzione di energia termica utile alla produzione con spegnimento dell’attuale caldaia a gas.
Nel progetto presentato per la procedura di Via, la Società Kastamonu Italia ha richiesto anche il rilascio di una concessione di prelievo di acqua pubblica sotterranea prelevabile da un pozzo esistente, per un volume di 100.000 mc/anno, ad uso industriale ed antincendio.
Il sindaco Zanardi nei giorni scorsi ha incontrato anche i vertici Anas per le questioni legate alla viabilità e all’immissione dei camion (e non solo) sulla statale Romea.
Piergiorgio Felletti
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