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Pd, più chance a Vitellio e il Delta vuole contare

Pd, più chance a Vitellio e il Delta vuole contare

Il segretario favorito per la candidatura dalla selezione su “esigenze territoriali” Marattin perde quota, renziani furibondi. Marchi può aggregare il Basso Ferrarese 

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I sindaci del Pd e i segretari di circolo dem, una sessantina di persone in tutto, hanno già iniziato a snocciolare, non si è capito se anonimamente o mettendoci la “firma”, i nomi di chi è in grado di esprimere la «sensibilità del territorio» e meritarsi per quello la pole position per una candidatura parlamentare al fianco del ministro Dario Franceschini e della deputata uscente Paola Boldrini. A raccogliere questi nomi sono i sei “saggi” nominati dal segretario provinciale Luigi Vitellio, che hanno tempo fino a martedì per concludere il loro lavoro: si tratta di Nicola Minarelli e Nicola Rossi, sindaci di Portomaggiore e Copparo; Ivan Greghi e Nella Ronconi, segretari di Cento e Codigoro; Luigi Colaiacovo, di Ferrara; Leonardo Fiorentini, argentano componente della segreteria. Ancora prima di iniziare il loro lavoro, però, al termine di una Direzione infuocata, le quotazioni degli aspiranti candidati avevano già subìto forti oscillazioni, tanto da delineare un quadro diverso da quello ipotizzato nei giorni scorsi. Le possibilità che da una consultazione del genere esca il nome di Luigi Marattin, ad esempio, in partenza sembrano molto basse: il consigliere economico di Palazzo Chigi ha svolto attività politica solo in città e da anni è appunto distaccato a Roma, non può vestire i panni di rappresentante del territorio provinciale; e questo a prescindere dalle impopolari posizioni sostenute sul caso Carife. Altrettanto difficile, d’altro canto, che questa impostazione non faccia emergere il rappresentante territoriale per eccellenza del partito, cioè lo stesso Vitellio, che potrebbe così ritrovarsi candidabile su indicazione della “base” dopo che l’accoppiata Franceschini-Boldrini aveva cancellato la possibilità di un’indicazione secca del suo nome da parte della Direzione. Altri potenziali candidati? Ieri si parlava anche di Andrea Marchi, sindaco di Ostellato, che potrebbe raccogliere i consensi di gran parte del Delta, e anche rappresentare un’alternativa a una candidatura molto politica come quella, appunto del segretario. La scelta della consultazione non spegnerà però le polemiche accese già venerdì sera, in particolare, anche se non solo, dai renziani della prima ora, che sostengono a spada tratta la candidatura di Marattin. Gli interventi a raffica dei vari Wanda Cavecchia, Alessandro Talmelli, Simone Tassinari, Eric Zaghini, oltre che dello stesso Marattin (comunque più centrato sulla rivendicazione del lavoro svolto a Roma), contrari alla consultazione «senza regole e senza indicazioni, non emendabile», sono indicativi del clima che si respira nel gruppo dirigente Pd. Zaghini, in particolare, ha sostenuto la scelta della rosa di nomi, tra i quali ovviamente anche Marattin, da sottoporre al segretario nazionale, il quale si è riservato comunque l’ultima parola e potrebbe anche stravolgere le indicazioni che usciranno dalla Direzione provinciale.

Ieri le uniche parole ufficiali sono quelle pronunciate alla presentazione dell’attività parlamentare di Paola Boldrini. «Abbiamo scelto di effettuare questa consultazione per far emergere le esigenze del territorio, al di là del giudizio molto positivo dato dalla Direzione al lavoro svolto da Franceschini e Boldrini - ha sillabato Vitellio - La candidatura del ministro nel collegio uninominale della Camera, in particolare, è un vero e proprio valore aggiunto, perché guarda ad ambienti al di fuori del partito». La deputata uscente, dal canto suo, ha preso atto con «grande soddisfazione» della “promozione” da parte del parlamentino Pd, anche se è consapevole che questo non significa rielezione certa: dipende dal posto che le sarà assegnato nel listino della Camera. «Mi aspetto di essere ricandidata, il mio compito l’ho eseguito e mi sembra di aver dimostrato di sapermi districare in un ambiente come quello parlamentare, dov’è facile perdersi - ha detto lei con sincerità - Ho imparato parecchio in questo scorcio di legislatura (è subentrata 3 anni fa, ndr) e mi piacerebbe mettere a frutto quest’esperienza. Lo considero un investimento nella mia persona».

Stefano Ciervo

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